PORTOGALLO – “Davanti all’Atlantico nel Punto più a Ovest d’Europa”

17 agosto 2012
Finalmente è arrivato il giorno della partenza, Fontanellato ad Agosto sembra una galera, inoltre questo è il periodo della fiera e più che un paese civile sembra di essere a Napoli, ragazzini che fanno un casino bestiale con quei cazzo di scooter, indiani e marocchini che si alcolizzato e si pestano fra di loro. Il volo fortunatamente parte nel primo pomeriggio e quindi non dobbiamo come  altre volte fare delle levatacce assurde per raggiungere l’aeroporto. Con calma in tarda mattinata raggiungiamo la Malpensa e dopo un chek-in lunghissimo (solo noi due) facciamo i soliti pallosissimi controlli e andiamo all’imbarco dove scopriamo che il volo sarà praticamente vuoto. Ma nessuno va a Porto?? Alle 13.15 comincia l’imbarco, solitamente siamo abituati a file sterminate di famiglie, bambini che piangono, giovani ragazzi pronti per la vacanza mentre questa volta l’imbarco dura circa 3 minuti. Saliti sul pulmino arriviamo al nostro aerro, chiamarlo così è un complimento, è un mini aereo da 50 posti, nemmeno pieno, e subito partono un po di paranoie, del tipo: cazzo ma con sto affare si balla di brutto, ma sarà strettissimo, ma rriverà a destinazione ecc…. Niente di tutto ciò, volo perfetto e niente sballottamenti da venti. Unico neo anche se non importante il pranzo osceno, ma su quale aereo si può pretendere di mangiare bene? Nessuno!! Ma almeno decentemente si! Comunque non importa, altri sono i problemi della vita. Arriviamo puntualissimi Porto e la prima impressione è positivissima. Ci aspettavamo un clima caldo e afoso e invece ci ritroviamo una giornata calda ma con una leggera brezza marina che rende il clima piacevolissimo, con circa 25°. Ritirate in un battibaleno le nostre esili valige andiamo subito a cercare il nostro autonoleggio. Questa volta sembra che siamo finiti in un autonoleggio serio e affidabile, una assistente della Interrent ci aspetta all’uscita dell’aeroporto e ci porta direttamente alla sede, che dista appena 2 minuti di pulmino. Un po di fila ma dopo una mezzora ne usciamo con una Polo blue praticamente nuova, ha solo 5000 km e gli interni sanno profumano ancora di nuovo, dopo il nostro trattamento non so se avrà lo stesso odore… Carichiamo i bagagli e scappiamo via immediatamente alla ricerca di Matosinhos un piccolo paese vicino a Porto dove abbiamo prenotato dall’Italia un hotel in centro e vicino all’oceano. Il Senor de Matosinhos, un hotel bello e accogliente, camere pulite con tutti i servizi, forse il più importante di tutti è il parcheggio interno perché nelle vie della città il parcheggio scarseggia parecchio. Alla velocità della luce sbrighiamo le pratiche doganali, parcheggiamo l’auto, scarichiamo le valige, via i jeans e ci infiliamo il costume. Di volata in spiaggia. Nel breve tragitto ci fermiamo dal fruttivendolo a fare provviste e mi accorgo come al solito che i prezzi sono esageratamente inferiori ai nostri. Mi viene un colpo quando vedo che l’uva costa € 1,79 al kg mentre solo pochi giorni fa l’avevo pagata € 3,70 kg alla Conad…. Come sempre noi Italiani siamo sempre piegati a 90°… Va beh pazienza. Passiamo le ultime ore della giornata in spiaggia. La Spiaggia di Matosinhos è una vera sorpresa, bella, pulita e immensa. L’acqua però è un po freddina ma c’era da aspettarselo in fondo siamo sull’Atlantico. C’è un sacco di gente che si diverte in spiaggia facendo un sacco di cose diverse, dalla partita a calcio al bech volley, dai bambini che giocano al parco giochi a chi cerca di cavalcare qualche onda con il surf. Diciamo che come inizio non è niente male…. Concludiamo la serata con una cena a base di sardinhas asadas, veramente molto buone… Lungo le vie del centro ci sono diversi ristoranti e il bello è che molti hanno piazzato le griglie direttamente davanti all’ingresso sui marciapiedi e questa la trovo davvero un idea geniale perché chi passa può vedere direttamente cosa il ristorante offre e la freschezza del pesce, importantissima. Hotel prenotato su Booking: Senhor de Matosinhos, prezzo € 40,00.

18 Agosto 2012
Oggi l’itinerario prevede la visita di Santiago de Compostela, lo spostamento non è molto lungo e quindi possiamo prendercela con calma e alzarci da letto quando il cervello comincia a ragionare. Acceso il cervello carichiamo la macchina, saldiamo il conto con l’hotel e partiamo. Prenderemo una strada più lunga per arrivare a Santiago perché faremo una sosta anche nella città di Braga. Prima di partire abbiamo letto di una città con un centro storico assolutamente da visitare. Con un oretta di strada arriviamo nel centro storico, parcheggiamo l’auto in uno di quei parcheggi multipiano che oramai in tutto il mondo spuntano come funghi e partiamo all’avventura. Effettivamente le guide e internet avevano ragione, la città terza per grandezza del Portogallo, ha il suo fascino. Diverse sono le chiese barocche situate nel centro città ma una su tutte spicca per importanza, la Cattedrale Sé, la più vecchia di tutto il Portogallo. Già vederla dall’esterno è uno spettacolo ma all’interno lo è ancora di più. Cè anche un organo immenso appeso sul soffitto, con calma facciamo qualche foto ma ad un tratto un omino spaccaballe si avvicina e in Portoghese mi fa capire che non è possibile fare fotografie. Nooooo ma come è possibile!!. L’omino spaccaballe segue tutte le persone che entrano nella chiesa e li sgrida mentre cercano di fare qualche foto, addirittura non vuole che la gente vada al centro delle panche, dove solitamente tutti vanno a fare le prime foto. Io comunque un paio di scatti li ho fatti prima di essere insultato!! Sta cosa non la capirò mai, non vedo il motivo per cui non si debba fare una foto all’interno di una chiesa, mica la rovino…. Visto la cattedrale si può dire di avere visto il necessario ma oramai che siamo li facciamo una visita completa ed entriamo anche in qualche altra chiesetta, tutte molto belle e in stile barocco, tutte mantenute molto bene. Direi che è ora di lasciare Braga per ricominciare il cammino verso nord. Riprendiamo la strada e proprio sul confine con la Spagna facciamo un altra piccola sosta nel paesino di Valença do minho. Si tratta di due fortezze medioevali unite insieme, all’interno ancora oggi c’è il paese con negozi e case, nulla di eclatante però se si passa da queste parti una sosta la merita. Magari solo per fare un pranzo nei numerosi ristoranti disseminati per le piccole vie. Ridendo e scherzando quando arriviamo a Santiago de Compostela sono già le tre del pomeriggio e dobbiamo vedere tutto il possibile entro sera perché la mattina dopo dobbiamo ritornare in Portogallo, lo scopo del nostro viaggio, questa piccola fuga in Spagna deve occupare il meno tempo possibile. Troviamo subito la strada giusta per il nostro hotel, prenotato prima di arrivare dall’Italia, anche se in realtà non è proprio un hotel ma un convento trasformato in hotel. La ragazza alla reception ci consegna le chiavi e ci indica la strada per arrivare alla stanza n° 50, lontanissimo!!, piuttosto inquietante percorrere i lunghi corridoi quadrati, un silenzio surreale e con tutti quei quadri religiosi appesi alle pareti. Sembra che siamo gli unici ospiti, mail parcheggio era pieno!!! Saranno ancora vivi?? Lasciamo le valige e andiamo subito in centro a Santiago, non siamo lontanissimi quindi lasciamo la macchina nel parcheggio e ce ne andiamo a piedi. Direi che l’unica attrattiva della città è la famosa cattedrale, sia esternamente che internamente è una meraviglia dell’architettura, curata bei minimi particolari. La piazza davanti alla cattedrale è colma di gente, soprattutto giovani con zaino in spalla, probabilmente reduci dal cammino di Santiago. Io sinceramente non lo farei nemmeno se mi costringessero a farlo, non amo molto camminare. Passiamo un paio di ore in giro per i vicoli della città e poi ce ne torniamo in stanza a riposare un attimo. La sera usciamo per una bella cena a base di paella de marisco ed ennesimo giro per i vicoli di Santiago, mi aspettavo di fare belle foto alla cattedrale in notturna ma era tutto completamente buio….. che delusione. La sera la città è piuttosto vivace, molti sono i giovani che gironzolano per la città. Alla fine stremati torniamo in camera. Davanti al convento non c’è una luce accesa, tutto completamente buio, sembra di essere in un horror, un palazzone enorme tutto immerso nell’oscurità. Entriamo e percorriamo i corridoi quadrati con solo delle luci agli angoli, il solito silenzio assurdo e un po’ di ansia. Sicuramente stanotte non uscirò dalla stanza per nessun motivo. Mi sembra di essere in un enorme ospedale o peggio in un vecchio manicomio….. Hotel prenotato su Booking: Hospedería Campus Stellae, prezzo € 40,00.

19 Agosto 2012
Bene la notte è passata e io non sono stato seviziato da nessuna suora malvagia, non è che abbia dormito molto bene, caldo e letto un po scomodo mi hanno fatto svegliare almeno 10 volte. Un’altra non brillante notizia è che guardo fuori dalla finestra e il tempo è uno schifo, proprio oggi che avremo dovuto passare la maggior parte della giornata tra le spiagge della costa nord del Portogallo. Auchhhh…. Vabbè pazienza speriamo che non sia così tutta la giornata e mentre imprechiamo un po per il tempo di merda raccattiamo le nostre cose, restituiamo le chiavi alla reception  e ce ne andiamo da Santiago de Compostela e prendiamo la strada in direzione sud, verso il Portogallo. Decidiamo di fare la strada normale e non l’autopista, ce ne pentiremo appena dopo 500 m quando una safety car che va a 10 km/h ci fa perdere un sacco di tempo. In Spagna alla domenica nessuno lavora e noi abbiamo bisogno di fare spese, acqua, cibo e frutta. Speriamo che in Portogallo santifichino meno le feste e che qualche buona anima abbia aperto il suo negozio. Intanto ci godiamo il panorama della costa Spagnola che non è niente male, noi non abbiamo tempo ma crediamo che ci siano posti molto interessanti da vedere. Rientrati in Portogallo avvertiamo la differenza tra i due stati, a parte i prezzi più cari nel Portogallo notiamo che in quest’ultima ci sia  una maggior cura dell’ambiente, più pulizia, più ordine però troviamo meno controlli da parte degli sbirri. Comunque a noi interessa ben poco. Un ottima notizia invece è che i negozi dopo il confine sono aperti e fortunatamente sulla strada troviamo un fruttivendolo aperto. Un’altra ottima notizia è che il cielo si sta aprendo e quindi la giornata si sta girando per il verso giusto. Dopo pochi km dal confine Spagnolo dobbiamo fermarci a Praia de Ancora dove la sera prima abbiamo prenotato con booking una stanza a un prezzo a dir poco schifoso (€69). Scopriremo poco dopo il perché. Appena arrivati a Praia de Ancora ci ritroviamo una bolgia allucinate, trovare un parcheggio è impossibile, la città è completamente invasa dai turisti Portoghesi. Decidiamo di tornare all’hotel più tardi e di andarcene in spiagge più isolate e meno affollate. Passando per Viana do Castelo e scopriamo che c’è in atto una festa famosissima in tutto lo stato con la conseguente bolgia ovunque, inoltre mi sbaglio a prendere una strada e finisco con la macchina direttamente in centro città dove c’è la fiesta, l’avessi mai fatto!!!! Addirittura ad un certo punto ci siamo ritrovati in una via dove da entrambe le parti c’erano gli spalti e la gente ci guardava pascolare con la nostra polo…. Con un po di fortuna ne usciamo vivi. Troviamo a fatica la strada principale e usciamo dalla città per andare finalmente a posare le chiappe sulla sabbia. Visitiamo un paio di spiagge un po più isolate, in modo da non dover misurare con il metro il posto per il salviettone. L’oceano è imbalneabile, freddo e con onde che solo i surfer possono sfidare, noi per il momento possiamo solo sfidare il sole e riposarci sulla sabbia. La sera facciamo ritorno all’hotel e dobbiamo parcheggiare l’auto lontanissimo, ancora troppa gente in giro. Un po di relax, una doccia e via fuori a cena. Mangiamo al ristorante Fortaleza, ordiniamo due filetti de pescado e ci portano un piatto dove ci potrebbero mangiare 5 persone, c’è una quantità di cibo esorbitante. L’unica pecca è che avevamo ordinato due filetti e ci hanno portato dei pezzi di merluzzo, non che sia malvagio ma se per loro questo è filetto…. Proviamo ad arrivarci in fondo ma è impossibile. Con la pancia piena usciamo e facciamo due passi per digerire, ma abbiamo mangiato troppo e riusciamo appena ad attraversare la strada e a sederci in riva al mare su un muretto. Ora siamo in hotel a boccheggiare sul letto, in TV il Padrino, basta non è possibile che ogni volta che sono in vacanza fanno in TV il Padrino, poi mi fa anche cagare!!! Buona serata….. Hotel prenotato su Booking: Albergaria Quim Barreiros, prezzo € 69,00

20 Agosto 2012
La giornata odierna non è stata un gran che entusiasmante. Ma andiamo con ordine. Lasciamo l’hotel di Vila Praia de Ancora (molto bello e costoso) facendo un km a piedi per andare a prendere la nostra polo con bagagli e zaini sulle spalle perché il giorno prima nel paese c’erano un miliardo di persone, sembra che tutto il Portogallo si sia radunato in questo paese che avrà si e no 1000 abitanti, inoltre la spiaggia non è nulla di eclatante. Poi invece abbiamo scoperto che nel paese a fianco c’era una festa nazionale molto famosa in tutto il Portogallo e chiaramente come per incanto noi siamo arrivati proprio in quel giorno, che culo!! In teoria dobbiamo fare circa 140 km nell’arco della giornata e arrivare a Vagos dove abbiamo prenotato il giorno prima con booking una stanza in un hotel abbastanza economico, quindi cancelliamo la teoria e cominciamo con la pratica, poche balle a Vagos ci dobbiamo arrivare. Come prima cosa andiamo sulla collina appena fuori Viana do Castelo per vedere la chiesa che si vede dalla città, il giorno prime c’era troppa bolgia per andarla a vedere. Dal basso sembra una costruzione enorme mentre quando si arriva e soprattutto dall’interno la costruzione è ben più piccola. All’interno è ben curata ed è molto carina, detto da me poi che non amo molto le chiese è tutto un dire….Comunque ne vale la pena. Ovviamente fare una foto all’interno con tutta la gente che ti passa davanti è quasi proibitivo. In questi giorni avrei voluto fare tante foto e alla fine con tanta gente in giro ne ho fatte poche e schifose, sto diventando talmente noioso fotograficamente che mi faccio paura da solo, però che cavolo qui cercare di fare una foto con 1000 persone che se ne fregano e continuano a passarti davanti è molto difficile e alla fine perdi la pazienza. Ora è il momento di andarci a godere un po di spiagge. Lungo la strada che faremo fino a Vagos ci sono numerose spiagge libere e facilmente accessibili, l’unico problema che è che tutto il Portogallo è in ferie e in alcune di queste spiagge non riusciremo nemmeno a parcheggiare. La cosa mi ha fatto altamente incazzare perché se volevo andare a Riccione me ne stavo a casa!! In alcune di queste spiagge quando abbiamo trovato un parcheggio, per culo, poi abbiamo dovuto misurare lo spazio in spiaggia per posare il telo da mare. Alla fine della giornata abbiamo fatto un sacco di strada in macchina e ci siamo fermati appena in tre spiagge, tra cui nell’ultima propria quella di Vagos, affollatissima, e come per incanto oltre alla folla è arrivato il maltempo a mettercelo in quel posto, anzi non mi va di chiamarlo maltempo, sono arrivate le nuvole, il “maltempo” lo chiamano solo quegli sfigati dei giornalisti. Abbiamo notato che la mattina e la sera le correnti atlantiche giocano un brutto scherzo, c’è sempre un ammasso di nuvoloni che poi con il tempo sparisce ma però rompe!!! La sera siamo andati a visitare la città di Aveiro detta anche la Venezia del Portogallo. Devo dire che è molto carina, ci sono in effetti un paio di canali con un po di gondole all’interno che ricordano vagamente Venezia ma siamo ben lontani dall’originale. Non abbiamo mangiato nulla in tutta la giornata e nella piazza di Aveiro spiccano un sacco di ristoranti di pesce, non resistiamo ed entriamo per mangiarci un Oratina alla griglia e un piatto di calamari alla griglia il tutto con una bella boccia di vino altamente alcolica…. Ora vado e letto e arrivederci a domani!! Hotel prenotato su Booking: Hotel Santiago, prezzo € 45,00.

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