MEXICO – YUCATAN & CHIAPAS – “La Profezia Maya”

09 MARZO 2012
Per non farci mancare niente, abbiamo avuto la brillante idea di andare nella terra dei Maya nell’anno del Signore 2012, l’anno della catastrofe annunciata. Il viaggio inizia con un triplo salto mortale: se si vuole risparmiare sul volo, bisogna essere disposti a qualche sacrificio e girare al largo dai voli diretti. Per l’occasione abbiamo scelto un volo con tre tratte e due scali: Milano–Francoforte, Francoforte–Philadelphia e infine Philadelphia-Cancun. Come è già abitudine consolidata, trascorriamo la notte precedente (08.03.2012) al B&B “Il Poggio di Ste”, un servizio come sempre impeccabile e, particolare non trascurabile, trasporto verso e da aeroporto compreso nel prezzo. Il volo per Francoforte (un’ora e mezzo) decolla di buon mattino; dopo uno stop di 4 ore abbondanti si vola a Philadelphia (nove ore) per fracassarci i maroni con tutte le storie di immigration (impronte digitali, foto al bulbo oculare, milioni di controlli ai passaporti…). Infine volo per Cancun (4 ore), dove sbarchiamo grossomodo alle 22,00 ora locale. E’ buio pesto. Il noleggiatore della Buster Car Rental ci aspetta, come d’accordo, fuori dall’aeroporto: se la tira un casino perché ha l’ufficio al Marriot Courtyard di Cancun, un hotel di classe; poteva darsi meno arie, visto che ci consegna un’auto semi cesso (a dire il vero abbiamo anche speso poco, l’equivalente di Euro 430,00 per usd 16 giorni). Per la prima notte, considerato lo sbarco a tarda ora, abbiamo prenotato su Booking un piccolo hotel al km 3 della Zona Hotelera di Cancun, il Qbay Cancun a 50,00 Usd; semplice, ma molto funzionale, direttamente sul mar dei caraibi con una piccola spiaggetta privata, è praticamente un bilocale per 5 persone. Siamo tropo stanchi per guardarlo bene e dopo 24 ore di viaggio crolliamo fusi.

10 MARZO 2012
La mattina viene consacrata alla spiaggia di Cancun e al suo mare turchese; sarebbe da pazzi andarcene subito, un mare del genere non si trova molto spesso. Essendo partiti con un bagaglio ridotto all’osso, urge l’acquisto di due teli mare (speravamo in due economiche stuoie, purtroppo introvabili). Sarà la spesa più elevata di tutto il viaggio: due ruvidi teli mare di bassa qualità e disegni tipo scuola elementare ci costano la bellezza di 500,00 pesos (30,00 euro). La Zona Hotelera di Cancun, pur essendo costellata da hotel pluristellati, ha il vantaggio di numerosi accessi pubblici alla playa; il problema semmai è quello del parcheggio. Verso il km 20 però c’è una vasta spiaggia con un discreto parcheggio: sabbia bianchissima, mare da favola. Certo stonano un po’ i grandi alberghi sul mare, molto Miami, ma questa è Cancun. Alle 12,00 molliamo definitivamente l’hotel e facciamo una piccola sosta dal nostro noleggiatore: si è accesa una spia sul cruscotto e lo specchietto retrovisore sinistro balla pericolosamente. L’espertone ci dice che è tutto ok e così ripartiamo per l’interno dello Yucatan, sulla “cuota”, una autostrada a pagamento (costa come la salatissima Autocamionale della Cisa), che collega Cancun a Merida, 300 km con solo 3 uscite, no autogrill. Merita una sosta Valladolid, bella città coloniale, con classica piazza quadrata, giardino centrale e immancabile chiesa spagnola con due torri campanarie. Due passi per il centro, spesa veloce per i viveri di prima necessità e poi di corsa verso Rio Lagartos, sulla costa nord dello Yucatan. A circa 17 km a nord di Valladolid, si trova il sito maya di Ek Balam, completamente tagliato fuori dai circuiti turistici che privilegiano invece i siti più famosi: eppure qui c’è una bella acropoli e diversi edifici. Si può anche salire sulla piramide principale (occhio ai gradoni ripidissimi!) per una bella veduta sulla foresta dello Yucatan. C’è anche un cenote, che però non riusciamo a vedere perché troppo vicini all’orario di chiusura. E qui non si sgarra, quando è ora di andare a casa, si va e basta. Dovremo abituarci a orari veramente indecenti per i siti archeologici, Rio Lagartos è un paesino di pescatori sulla costa nord, dove il mare, pur non essendo lontano dai Caraibi, è tutt’altro che trasparente. Abbiamo prenotato una stanza a basso costo alla Pension Las Gaviotas; la prenotazione (e la conferma) sono una bufala pazzesca, perché Las Gaviotas non esiste più. Ci piazziamo allora al Tabasco Rio, di proprietà dello stesso gestore che ci becca esattamente il doppio di quello che ci aveva scritto via mail…618,00 pesos, bella inculata. Tra l’altro i gestori non sembrano particolarmente felici di avere dei clienti: evidentemente per loro è meglio non lavorare. “Niente soldi, ma niente sbattimento”, questa è la loro filosofia. Nel prezzo, oltre alla cameretta, dignitosa ma nulla più, sono comprese le zanzare, le motorette strombazzanti sotto il balcone e le campane della chiesta di fronte che suoneranno per tutta la notte non solo ogni ora, ma anche ogni mezz’ora.

11 MARZO 2012
Alle 7,00 del mattino ci aspetta il capitano della barca che l’amico Diego Nunez ci mette a disposizione per la modica cifra di 80,00 Usd. Il tour, prenotato via mail dall’Italia, ci porterà in giro per alcune ore nella Reserva de la Biosfera di Rio Lagartos, un paradiso per il birdwatching, dove dovremmo avvicinare anche i coccodrilli (Lagarto è infatti il “lucertolone”). Aironi, aquile pescatrici, pellicani, fregate, costeggiando le mangrovie con la barchetta (siamo gli unici passeggeri) si vede un po’ di tutto, anche se per le foto non c’è da stare molto allegri; siamo controluce per buona parte del tragitto, gli appoggi non sono troppo stabili e il nostro cocchiere non si preoccupa troppo di avvicinarsi alla fauna né di fermare eccessivamente la barca. Scena clou nella grande salina dove ci sono centinaia di fenicotteri rossi; dei coccodrilli però neanche l’ombra. Puntuale come un orologio svizzero, il nostro cocchiere ci sbarca dopo esattamente tre ore di tour. Chissà se fosse durato un po’ di più magari la barca si sarebbe trasformata in una zucca, come nelle favole…. Forse erano terminati gli 80,00 usd di carburante… Riprendiamo la macchina e ci dirigiamo verso Chichen Itza, facendo una sosta al cenote Dzitnup: i cenote sono delle pozze di acqua dolce che, in una zona secca e priva di corsi d’acqua come lo Yucatan, rappresentavano le riserve per gli antichi Maya. In alcuni casi sono piccoli specchi d’acqua a cielo aperto, in altri, come nel caso del cenote Dzitnup, sono laghetti sotterranei all’interno di grotte con stalattiti. Volendo si potrebbe anche fare il bagno. Clou della giornata a Chichen Itza, una delle 7 meraviglie del mondo. Ed è vero. La piramide di Kukulkan, il tempio delle mille colonne, il juego de la pelota, il cenote sagrado (dove tanti facevano una brutta fine); purtroppo la maggior parte delle strutture (come la piramide) non è più accessibile al pubblico come una volta (colpa di una turista che alcuni anni fa è precipitata e ci ha lasciato le piume). Per la cronaca, si pagano due biglietti, uno statale e uno federale (praticamente una sorta di federalismo fiscale). Facciamo anche una macabra scoperta: la nostra gomma anteriore destra ha uno squarcio di una ventina di centimetri, con le tele in bella vista (probabilmente è da giorni che viaggiamo in queste condizioni, roba da lasciarci l’osso del collo). Il famoso numero di emergenza 24 ore su 24 del nostro noleggiatore non funziona (sarà perché è domenica?). Tentiamo di cambiare la gomma, ma uno dei 4 bulloni è bloccato. Quindi per evitare di fare danni dovremo aspettare domani ed andare da un llantero (gommista) anche perché oggi, domenica, è impossibile (“el domingo es sagrado”, ci dicono). Alloggiamo a Pisté, a un paio di chilometri da Chichen Itza, al Piramide Inn, 500,00 pesos per una camera dignitosa (due letti, bagno, tv e wifi) e un bel giardino (con i colibrì) con piscina e rovine in miniatura, gestito da una signora americana di Philadelphia che abita qui e che da 24 anni sopravvive alla lentezza dei messicani. Cena in un ristorante tipico Maya a mangiare il conchinita pibil, praticamente il maialino da latte cotto in un forno sotto terra in foglie di banano come vuole la tradizione maya. Prezzo da vergogna 240,00 pesos, circa 15,00 euro in due.

12 MARZO 2012
Ovviamente non si può proseguire con la gomma in queste condizioni. Oggi è lunedi, il “domingo sagrado” è finito e possiamo andare dal gommista che per la sostituzione vuole più di 1000 pesos. Non abbiamo scelta. Mentre la sostituzione è in corso, come in un film appare un camioncino degli “Angeles Verdes”, un servizio di soccorso stradale gratuito per il turista in panne. Praticamente un miracolo. Il tipo si prende a cuore la nostra situazione e telefona lui stesso alla sua centrale che contatta immediatamente il nostro noleggiatore. Non potevamo essere in mani migliori, al max in due o tre ore ci porteranno un’auto sostitutiva. Nel frattempo facciamo ugualmente cambiare la gomma, e naturalmente il 4° bullone (quello bloccato) non si toglie nemmeno con l’estrattore: alla fine il meccanico sbraga il perno. La macchina dovrà accontentarsi di 3 bulloni solamente. L’Angel Verde ci assicura che va a terminare un lavoro e fra mezz’ora sarà da noi all’hotel per darci ulteriori info. Sono le 8,30 e rientriamo fiduciosi in hotel: entro le 11,00 arriverà la nuova auto. Alle 10.30 telefoniamo all’autonoleggio per sapere a che punto sono e…. non è partito niente!, anzi, nessuno è al corrente di quello che ci è successo (dove cazzo ha telefonato il sig. Angel Verde? E soprattutto, dove cazzo è finito?). Comunque dall’autonoleggio assicurano che l’auto sostitutiva parte immediatamente. Qua c’è puzza di bruciato, non è questione di essere malfidenti: seguiranno altre chiamate all’autonoleggio e tutte le volte ci faranno promesse, ma ci prenderanno per i fondelli. Chiamiamo ancora alle 12,00 (l’auto risulta partita da 10 minuti… ma come???!!!), poi ancora alle 13,00, poi alle 14,00…. Alle 15,15 dicono che ci vorrà ancora una mezz’ora. A questo punto diciamo all’ottimo servizio che se entro mezz’ora non vedremo arrivare nessuno, partiremo e rientreremo a Cancun per restituire l’auto de mierda e riavere todo el dinero. Naturalmente dopo mezz’ora non si fa ancora vivo nessuno, concediamo altri 30 minuti e poi alle 16.15 mandiamo tutti a cagare, facciamo i bagagli e partiamo per Cancun. Sulla Cuota incontriamo anche un ubriaco in macchina contromano, pienissimo, gonfio come una zampogna; ci mancava solo questo. Mentre scriviamo questo diario ci stiamo chiedendo se avrà finito la sua folle corsa. Arriviamo a Cancun dopo le 18,00 e naturalmente all’ufficio non c’è più nessuno. Non ci resta che prendere una stanza nei paraggi e, dopo essere passati per sbaglio in un motel per mignotte con altalena in camera, doccia a vetri, cesso in bellavista e specchi ovunque, scegliamo una faraonica stanza al Comfort Inn Airport (910,00 pesos, straordinaria, due lettoni profumatissimi, tv schermo piatto, wifi, bagno da urlo e breakfast included). Per gli amanti del gossip e delle statistiche diremo che il tipo dei famosi “Angeles Verdes”, il nostro soccorritore…. Lo stiamo ancora aspettando!

13 MARZO 2012
Ovviamente alla mattina, incazzati neri, ci fiondiamo al Marriot Courtyard pronti a dare battaglia alla Buster Car Rental; saggiamente abbiamo riportato la gomma sbragata (in modo che nessuno potrà negare l’evidenza dei fatti), facendo notare che la storia ci ha già fatto perdere due giorni preziosi (il nostro tempo in Messico è limitato e adesso dovremo per forza cambiare qualcosa nell’itinerario), ma soprattutto che avremmo potuto rimetterci l’osso del collo.  Adesso vogliamo una macchina con le gomme buone (3 su 4 facevano cagare), oltre al rimborso della fattura della sostituzione. Offriamo un’alternativa: rimborso di tutti i soldi per andare da un autonoleggio più affidabile. Gli sfigati, che non vogliono perdere il cliente, hanno però solo altre due macchine: una ha le gomma uguali al cesso precedente, la seconda ha i pneumatici semi nuovi anche se conta già quasi 180.000 km. C’è poco da scegliere, prendiamo la seconda e ripartiamo sulla Cuota in direzione Merida per recuperare il tempo perduto. Durante gli studi di preparazione del viaggio avevamo letto di Izamal, la “Ciudad Amarilla”: è a poche decine di km da Merida e per arrivare bisogna percorrere una strada infame stretta in mezzo ai paesini, ma la deviazione vale veramente la pena. Si può visitare il centro storico anche su delle pittoresche carrozzette; gli edifici sono tutti dipinti di un giallo brillante e si respira aria di puro Mexico. In mezzo al paese si trova il grande convento francescano con il santuario de la Virgen de Izamal che ha l’atrio più grande dell’America Latina (nel 1993 Papa Giovanni Paolo II ha officiato la messa qui). Dopodichè a Merida, bellissima città coloniale, con un centro storico molto vivace e ricco di chiese e monumenti di origine spagnola, meriterebbe un sosta più lunga. Veniamo agganciati da un meticcio italo-mexicano che ci attacca una pezza mostruosa su cosa vedere assolutamente, ma preferiamo fare due passi in assoluta libertà tra i monumenti e i negozi di artigianato, souvenir e prodotti tipici, “le cazzaterie”, come le chiamiamo noi. Preferiamo invece arrivare per il tramonto a Celestun, un piccolo centro alla estremità ovest del Yucatan, sul lato opposto della penisola rispetto a Cancun. (oggi abbiamo fatto il coast to coast). Si tratta di un paesino molto tranquillo con una piccola zona hotelera con alcuni hotel a basso e bassissimo costo e tanti ristorantini di pesce. Ci accomodiamo all’hotel San Julio, proprio sulla spiaggia (nel vero senso della parola: esci dalla stanza e hai i piedi sulla sabbia), camera dignitosa con due letti, tv, wifi e bagno privato al prezzo di 300,00 pesos, uno dei più bassi della storia. Siesta sulla spiaggetta ad aspettare un tramonto che, in barba alle aspettative, non sarà indimenticabile (non ci sono nuvole… grazie). Sera a cena pesce in un ristorante lì vicino al prezzo stracciato di 440,00 pesos. Da notare come in questi piccoli paesini sperduti, ci sia un sacco di gente con bambini in giro dopo cena nella piazzetta, come succedeva nei nostri paesi fino a 20 o 30 anni fa; oggi da noi è ben diverso.

14 MARZO 2012
Foto ai pellicani sulla spiaggia poi via in direzione Uxmal, 80 km a sud di Merida, uno dei principali siti maya, forse più suggestivo di Chichen Itza: Chichen la trovi su tutti i libri, guide e illustrazioni e quando arrivi è un po’ come se la conoscessi già; Uxmal invece è meno famosa, ma è una vera sorpresa. La Casa del Adivino, dall’insolita pianta ovale, è il primo monumento che si trova entrando ed è il più imponente. Il sito è in mezzo alla foresta ed è composto da una serie di altre costruzioni molto ben tenute, come il palazzo del governatore e il quadrilatero delle monache. Ovviamente tutta la foresta circostante è una miniera di rovine non ancora scoperte. Tempo bello, iguane ovunque; anche i cinesi sono ovunque, come la gramigna. Le cinesi starnazzanti che salgono sulle rovine con i tacchi a quasi-spillo sono veramente inguardabili. La tappa serale del tour di oggi sarà Campeche, città sul Golfo del Messico, capitale dello stato omonimo (la penisola dello Yucatan è composta da diversi stati: Yucatan, Quintana Roo e Campeche). Durante il percorso scopriamo che in buona parte della penisola sono in corso grandi cantieri per l’ampliamento delle strade preesistenti e fra qualche anno ci saranno solo autostrade. Il problema dei cantieri stradali messicani è che si sviluppano su decine e decine di chilometri e costringono gli automobilisti a deviazioni o percorsi su terreni accidentati e polverosi. Il ritmo dei lavoratori non è estenuante e viene interrotto dalla famosa “siesta” quindi i disagi continueranno ancora per un bel pezzo, senz’altro mesi. Aggiungeremo anche che la nostra mappa non è molto aggiornata: certe strade non sono nemmeno indicate, altre sono indicate in maniera poco esatta (per esempio indica strade normali dove adesso ci sono autostrade…), distanze chilometriche non troppo precise. Campeche è obiettivamente la più pittoresca città messicana vista finora: circondata da bastioni spagnoli del 1500, ha un centro coloniale con la classica piazza centrale quadrata con giardino, ed edifici non particolarmente imponenti, ma dipinti di tanti colori diversi. Prendiamo una camera all’hotel Lopez in centro, 545,00 pesos per la doppia con tv, wifi e piscina, livello molto oltre il nostro normale standard, per noi è lussuoso. Quindi passeggiata in città a fare foto alle vie colorate e serata a cena in ristorante a base di pesce a prezzo vergognosamente basso (370,00 pesos).

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