KENYA – “La mia Africa”

Il nostro viaggio in Kenya (Io e Luca) comincia nel peggiore dei modi, arrivati in aeroporto scopriamo che il nostro volo non partirà a causa di un guasto al portellone, quindi ci portano in un hotel vicino alla Malpensa, pernottiamo, e il giorno dopo partiamo nel pomeriggio. L’arrivo è previsto nella notte e mentre tutti all’arrivo hanno pulmini, amici, taxi e ogni tipo di tour operator ad aspettarli,ad aspettare noi non c’è nessuno. Siamo viaggiatori fai da te, quindi su le maniche e cerchiamo un taxi. Facciamo il viaggio con un simpatico vecchietto, ci racconta di essere stato in kenya già diverse volte così cogliamo l’occasione per mettere in tasca qualche consiglio utile. Dall’Italia avevo conosciuto una ragazza che vive a Malindi, Donatella, che ci aveva pure mandato un taxi a prenderci, ma poi con l’arrivo in ritardo è andato tutto per aria. Sono le 6 del mattino e noi stanchi morti dopo la lunga maratona del volo vogliamo solo mettere le chiappe sul nostro letto. Sorge un altro problema, l’appartamento che Donatella ci aveva prenotato apre alle 8 del mattino, andremo a dormire in spiaggia?? Meglio di no….. Chiamo Donatella che gentilissima si offre per ospitarci a casa sua fin quando l’Oasis, il nostro affittatore di camere, non apre. Intanto per ammazzare l’attesa la nostra cara salvatrice ci racconta la sua vita in Kenya, come ci è arrivata, come si guadagna da vivere e tante altre cose che mi hanno fatto pensare parecchio, ma io che ci sto a fare in Italia?? Ci parla anche della vita in generale del paese, povertà, fame, e tutte le solite cose che si dicono dell’africa, ma ci sono anche tantissime cose bellissime, paesaggi, animali, tranquillità, le persone che sicuramente fanno del Kenya un paese speciale. Arriva il momento di andare ad occupare la nostra stanza, ottimo posto, ottima la copia di Italiani che la gestiscono, ottima la posizione in quanto direttamente sulla spiaggia di Malindi. Dopo qualche ora di riposo decidiamo di andare a fare un giro sulla spiaggia, non facciamo in tempo a mettere piede sulla sabbia che veniamo subito avvicinati da molti ragazzi del posto. Vogliono venderci di tutto, oggetti fatti a mano, collanine, braccialetti, ma cercano anche di spillarti qualche euro, scambio di maglietta, di pantaloncini il tutto però senza troppa invadenza. Ci sono anche i beach boy, ragazzi molto conosciuti per cercare di organizzare ogni genere di escursione e safari pur di guadagnarsi qualche euro. Noi ne conosciamo parecchi, ma saranno tutti affidabili?? Conosciamo Mody, un ragazzetto molto vivace che a prima vista sembra il classico tipo che vuole fregarti anche le mutande. Cerca di rifilarci un safari, una escursione a watamu e altre diavolerie, prendiamo tempo e facciamo un altro giro sulla spiaggia. Si avvicina un altro ragazzo, più tranquillo, serio e un po’ timido, ci sembra più affidabile dell’altro. Facciamo un giro insieme, ci racconta la sua storia, ci parla della sua famiglia, roba da non stare molto allegri, ma ci dirà la verità?? Lo scopriremo più avanti. Intanto raggiungiamo due amici che abbiamo conosciuto in aereo, anzi che Luca ha conosciuto in aereo. Quando abbiamo faccio il check-in quella borsona che stava seduta al di là del banco ci ha rifilato un bel pacco regalo. Mentre faceva i biglietti faceva i suoi comodi con una sua collega, ridendo, scherzando, e fin qui niente di male. A un certo punto si gira verso di noi e con lo sguardo di un suino ci dice di essersi sbagliata a prendere i posti e ci ha messo uno davanti ai primi posti e l’altro in fondo all’aereo. Bene, può cambiarli??. Dopo mezzora non era ancora riuscita a cambiare i posti, le sue colleghe hanno riempito l’aereo e per noi non rimaneva che fare un bel viaggio uno davanti e l’altro di dietro, ringraziamo infinitamente la hostess e andiamo all’imbarco. Ma ritorniamo a Malindi, andiamo dai nostri amici e chiediamo a loro se vogliono fare il safari allo Tsavo con noi. Il giorno dopo ci ritroviamo con Donatella, ci propone un ottimo safari, organizzato fuori dai circuiti del turismo di massa. Pulmino tutto per noi, e pernottamento in tenda nella savana. Accettiamo e il giorno dopo partiamo prestissimo la mattina. Ci sono però dei problemi la mattina stessa, Luca ha dei problemi idraulici e non si sente di venire al safari. Lo convinco a prendere un paio di antibiotici e salire sul pulmino, non si può perdere il safari per nulla al mondo. Dopo un lungo viaggio arriviamo al parco Tsavo, il tempo non è favoloso, anzi cadono alcune gocce di pioggia, ma non siamo venuti per prendere il sole. Arrivati al campo tendato ci riposiamo un attimo, mangiamo qualche cosa e partiamo subito per il primo giro. Il nostro autista, Kaka, che però indossa la maglia della Juve è un tipo in gamba e conosce bene i posti dove farci vedere gli animali, mentre il suo collega, si faceva chiamare Calinero, era un autentico incapace, si capiva molto che era li per prendersi i soldini e mangiare. Durante la prima giornata di safari rimaniamo molto soddisfatti, vediamo tantissimi animali, antilopi, scimmie, babbuini, ghepardi, Leoni e tanti altri. Stanchi morti torniamo al campo, cena sotto le stelle, mai visto una roba del genere e andiamo a dormire tra i ruggiti dei leoni. La mattina dopo sveglia presto, colazione e partenza per un’altra zona del parco, dove vedremo tanti altri animali e paesaggi spettacolari. Durante il viaggio di ritorno facciamo tappa in un villaggio Masai, qui abbiamo visto la vera africa, la fame, bambini denutriti, case costruite con sterco di vacca, carenza di acqua e tutte quelle cose che mancano ad una persona normale. Nonostante tutto la gente ha sempre il sorriso sulle labbra. Facciamo un giro nel campo guidati da un masai che ci ospiterà anche in casa sua. Dopo un rapido tentativo di accendere il fuoco secondo la tradizione masai e un balletto classico della tribù, facciamo appena in tempo ad uscire dal villaggio quando arriva un bel pulmino di italiani con musica a tutto volume, scendono e ballano nel piazzale, il tutto sotto gli occhi nostri e dei masai che li hanno guardati forse chiedendosi che cavolo avranno da festeggiare. Che tristezza…ci facciamo sempre riconoscere ovunque. Tornati finalmente a Malindi, torniamo sulla spiaggia, ritroviamo i nostri amici che volgiono accompagnarci ovunque. Ma noi avevamo fatto un patto con Enrico, il ragazzo timido che abbiamo conosciuto il primo giorno sulla spiaggia. Andiamo tutti e tre dai nostri amici Biagio e Anna che dopo il safari decidono di farsi un’altra escursione con noi. Il giorno dopo partiamo per Sardegna 2, un isolotto che si forma durante la bassa marea al largo della costa di Malindi. Cerchiamo anche un posto dove fare snorkeling ma purtroppo il mare non è clemente e dobbiamo rinunciare. Andiamo sul famoso isolotto, il tempo di fare un giro e il nostro amico Enrico con il capitano della barchetta noleggiata, preparano una grigliata di pesce spettacolare. Ripartiamo con la nostra barchetta per fare un giro della costa, bel mare e un sacco di verde. Arriviamo in un piccolo villaggio dove vi risparmio di raccontarvi come vivono e in che condizioni sono i bambini, roba da fare accapponare la pelle. Noi ci limitiamo a prendere un po’ di caramelle e biscotti e fare felici per qualche minuto i bambini del villaggio. Nei giorni successivi saluteremo i nostri amici Biagio e Anna che avendo una sola settimana di tempo ritorneranno in Italia. Noi nel frattempo facciamo nuove conoscenze, un cameriere che lavora nel nostro residence, una persona molto semplice che sogna di venire in Italia per trovare un lavoro e cambiare vita, parla Italiano e molto bene. Usciamo insieme per qualche sera dopo il suo turno di lavoro e ci fa conoscere alcuni locali di Malindi in cui vanno solo gente locale, niente turisti. Una esperienza unica, 2 bianchi in mezzo a una banda di neri, c’è stato subito un po’ di disagio ma poi le persone si avvicinavano per farci sentire a nostro agio, si beveva tutti insieme, si ballava tutti insieme forse una cosa che in Italia non riuscirei mai a rivivere. Negli ultimi giorni passiamo un po’ più di tempo in spiaggia cercandi di conoscere il più possibile la gente locale. Ricordate Mody, il ragazzo un po’ vivace dei primi giorni? Bene abbiamo avuto modo conoscerci meglio e alla fine si è guadagnato la nostra fiducia. Faremo una bella gita a Watamu, dove troveremo spiagge bianche e acque cristalline il tutto contornato da un bellissimo pranzo a base di aragosta grigliata direttamente sulla spiaggia. E’ ora di tornare a casa i nostri giorni di a disposizione sono finiti, andiamo in spiaggia, salutiamo tutti i ragazzi che ci hanno fatto compagnia durante la nostra vacanza e via in appartamento a fare le valige. Il giorno dopo si riparte e si torna in Italia con un po’ di malinconia. Un saluto a Mody, Enrico, Kaka, Sophie, Darma e tutti i ragazzi della spiaggia di Malindi, a Donatella che ci ha reso le cose più facili e ci ha dato la possibilità di poter scoprire la vera Africa, ai proprietari dell’appartamento che ci hanno accolti e trattati benissimo.

TripFabio e Luca

TOP OF PAGE

Scrivi un commento

*

captcha *