CORSICA – “Corsica selvaggia”

11 agosto 2010
Corsica: è una bella isola con un mare notevole, è qua vicino e facilmente sfruttabile anche se si hanno pochi giorni a disposizione, è il paradiso del campeggiatore (= ottime possibilità di costruirsi un viaggio low cost). Già detto tutto. Si va in Corsica. Dato che per il mese prossimo abbiamo già in programma un viaggio alquanto impegnativo (Namibia), per il mese di agosto dobbiamo restare abbastanza calmini. Ma questo non significa dovere per forza rimanere a casa a fare nulla: ci si può organizzare con qualche cosa che, partendo da un progetto modesto, può comunque regalare delle belle soddisfazioni. Per esempio, noi abbiamo solo 5/6 giorni disponibili a cavallo del ferragosto e decidiamo di investirli. Il modo più classico per arrivare in Corsica è il traghetto, che ti permette di portarti l’auto con tutto il necessario e ti evita quindi l’autonoleggio. L’aereo per la Corsica è un discorso più impegnativo: ci sono pochi e costosi voli dall’Italia e una volta là sarebbe necessario ricorrere all’autonoleggio. Le low cost non fanno tratte Italia-Corsica. Quindi sarà traghetto: acquistiamo il biglietto a meno di venti giorni dalla partenza sul sito della Moby a 79,00 euro, comprensivi di auto e di passaggio ponte per due persone; inaugureremo la nostra nuova Quechua e per il resto faremo la vita degli zingari. Partiamo come i ladri, di notte, alle 5 da casa nostra per raggiungere l’imbarco della Moby a Livorno, dove dobbiamo trovarci almeno un’ora e mezzo prima della partenza. Si salpa alle 9,00, traversata tranquilla di 4 ore secche, che trascorriamo stravaccati su due sdraio. Il tempo è buono, anche se non favoloso. Lo sbarco a Bastia è piuttosto impegnativo, la nostra auto tocca terra dopo quasi un’ora dall’arrivo. La città è orrenda, ma non ce ne frega nulla, noi dobbiamo solo oltrepassarla: ci aspettano le spiagge del sud. Traffico sostenuto, non ci sono autostrade e l’unica arteria è una comunissima strada a due corsie, una per ogni senso di marcia. Evidentemente la rete stradale della Corsica è rimasta quella degli anni 60, mentre il traffico si è moltiplicato almeno di venti volte. Così trascorriamo in auto molto più del dovuto e del prevedibile. Arrivati all’altezza di Solenzara, si comincia a vedere qualcosa di “marino”, ma proseguiamo ancora qualche chilometro fino ad un paese il cui nome è tutto un programma: Figha. Se vogliamo prendere almeno qualche ora di sole, ci conviene trovare un posto per la tenda per poi gettarci in spiaggia. Il camping Mozziconaccio (buona parte dei nomi di chiara origine italiana o almeno sarda) fa al caso nostro: è spartano quanto basta, bagni e docce puliti, si trova sulla strada e vicino ad alcune spiagge. La proprietaria ci indica quella che è, a suo dire, l’ultima piazzola rimasta disponibile: praticamente uno spiazzo in un cantiere edile, tra blocchetti di cemento e mucchi di sabbia. Non siamo qui per fare gli schizzinosi, lo prendiamo subito e per la modica cifra di 19,00 euro (2 persone, tenda e auto) inauguriamo finalmente la nostra Quechua 2 seconds. Come vuole la famosa pubblicità televisiva, la tenda viene letteralmente “lanciata” e si apre da sola; non ci resta che piantare 6 picchetti per fissarla al terreno. Trovandoci sopra una lastra sassosa, i picchetti non ne vogliono sapere di conficcarsi: facendo quindi ricorso al nostro “savoir faire”, ci impadroniamo dei blocchi di cemento che quella specie di discarica ci offre. Mai più la nostra tenda sarà così bene ancorata al terreno. Quindi raggiungiamo lo scopo della giornata: un paio di ore di spiaggia & mare non ce li toglie nessuno. Acqua molto pulita e trasparente, paragonabile alla Sardegna. Segue una strameritata cena a base di insalata di riso appositamente portata da casa e quindi a letto all’imbrunire. Peccato che la discarica sia leggermente in pendenza e così dormiamo un po’ storti. Ma comunque siamo in ferie.

12 agosto 2010
Siamo orgogliosissimi della nostra Quechua, uno splendido monolocale rosso 210 x 240 alto 120 che il produttore ha battezzato per 4 persone; in realtà è veramente comoda per 2 persone e permette anche di stivare buona parte dei bagagli. Tre persone potrebbero dormirci con disinvoltura; fatichiamo a credere la stessa cosa per quattro occupanti. Si monta in due minuti e si smonta in circa 4 con pochi rapidi gesti, per poi essere ridotta ad un disco di circa 80 cm di diametro e del peso di 4 kg. Avendo fiutato la possibilità di fare qualche uscita fuori porta a tariffa low cost, in poco tempo siamo diventati dei campeggiatori provetti: su internet ci siamo comprati due materassi gonfiabili (che si allestiscono nel giro di un minuto con una pompa a doppia mandata), mentre i sacchi a pelo ci sono stati generosamente offerti dai punti Conad. La facilità del montaggio-smontaggio ci permetterà di piazzarci e di levare il campo molto rapidamente, garantendoci la totale libertà di spostarci ogni giorno in un posto diverso. Come i nomadi, come i selvaggi. Saldato il conto, ci dirigiamo verso sud, ma ben presto abbiamo l’amara sorpresa del traffico invivibile della Corsica ad agosto: sembra di essere in tangenziale a Milano all’ora di punta. Il lungo serpentone di automobili si snoda lentamente e ci fa percorrere 30 km in 2 ore. Scoglionati, dato che ci troviamo nei pressi di alcune delle spiagge più belle e famose, appena oltrepassato Porto Vecchio, ci stacchiamo volentieri dal serpentone per dirigerci verso la spiaggia di Palombaggia. Molto bella, sabbia bianca, mare azzurro e trasparente come una piscina (parcheggio a pagamento), ma colma all’inverosimile. Siamo in agosto, eravamo preparati. L’alternativa era quella di rimanere a casa…. Meglio la spiaggia, non c’è paragone. Sosta + Sole + Bagni. Un paio di ore più tardi ci spostiamo per vedere la famosa Santa Giulia: la vediamo solo da lontano, avventurarci in mezzo a quel carnaio vorrebbe dire diventare matti solo per trovare un parcheggio e poi dover cercare qualche centimetro quadrato di sabbia libera tra la folla vociante e le ascelle pezzate. Meglio riprendere la statale e puntare sulla Rondinara, un’altra baia molto famosa alla quale si arriva attraverso una stretta strada lunga alcuni chilometri, che si apre sulla sinistra a metà strada tra Porto Vecchio e Bonifacio. La spiaggia (parcheggio a pagamento) è anche in questo caso affollata, ma anche se sembra di essere a Riccione, c’è posto per tutti: la sabbia è bianca e calda, un vero toccasana per le ossa di due padani ammuffiti dalle nebbie. L’acqua, poi, è una piscina naturale. Riprendiamo la strada e, una volta oltrepassato il bivio per Bonifacio, ci lasciamo alle spalle le scogliere bianche per dirigerci verso ovest: in questo tratto la Corsica è molto simile alla Sardegna (che si vede in lontananza a pochi chilometri oltre le bocche di Bonifacio). Per il resto la Corsica, a differenza della Sardegna, è molto verde, ricca di acque e coperta da una fitta vegetazione e con monti alti anche fino a 2000 metri (durante l’inverno si può anche sciare). Finalmente ci imbattiamo in una spiaggia poco affollata: la Tonnara, che ci permette di restare a rosolarci fino al tramonto. A questo punto, ad un’ora dal buio, si rende necessario:
a) fare la spesa per la cena
b) trovare un campeggio per la notte (il campeggio libero e selvaggio è assolutamente vietato in Corsica) Proseguiamo quindi lungo la statale N196 fino a Pianottoli (per la spesa), per poi arrivare ad un piccolo campeggio (Camping à la Ferme) immerso in un prato circondato da piccoli alberi nei pressi di Monacia d’Aullene. Il campeggio simpatico e spartano che più di così non si può, bagni e docce sufficienti anche se non numerosi. Il prezzo è di assoluta concorrenza: 18,00 euro (2 persone, tenda e auto). Cena a base di panini. La nostra Quechua sarà chiamata stanotte a dimostrare se ci è o ci fa: piove tutta la notte e lei tiene benissimo.

13 agosto 2010
Complice il cielo limpido, ci siamo addormentati con la porta aperta per sentire l’arietta: peccato che a metà nottata il tempo è cambiato radicalmente ed è scoppiato un acquazzone furibondo. Di corsa a ritirare gli asciugamani stesi. Il tempo infame continua per buona parte della mattinata. Se piove, in tenda sei proprio messo male. Approfittiamo di una tregua dell’acqua verso le 10,30 per smontare il campo e riprendere la marcia verso nord, dove il cielo sembra un po’ più clemente. La nostra testardaggine viene premiata e a poco a poco il cielo si apre sopra di noi e diventa limpido. A pochi chilometri da Sartene, troviamo la svolta a sinistra per Tizzano, una spiaggia di cui la guida parla molto bene. La sensazione è quella di essere leggermente fuori dalle classiche rotte turistiche e dato che Tizzano si trova sul mare in fondo ad una strada che si snoda per 15 km tra i boschi, pensiamo che troveremo poca folla. La teoria non fa una piega e stavolta la realtà ci dà ragione. Davanti a noi si apre una gran bella spiaggia di sabbia bianca a grana grossa e con un bel mare azzurro e poco affollato. La pausa rinvigorente è d’obbligo. Peccato che l’unico campeggio che si trova da queste parti sia al completo, ci saremmo stabiliti volentieri per questa notte. Durante questo nostro viaggio, sono molti i campeggi che abbiamo trovato “al completo”. Riprendiamo il viaggio, passiamo in mezzo al paesino di Sartene, con le sue caratteristiche case in pietra alte e strette aggrappate ai fianchi della montagna, per arrivare in vista di Propriano ed andare alla conquista delle spiagge di Belvedere. Durante lo spostamento abbiamo anche “l’onore” di vedere dal vivo alcuni incendi. Ne avremmo fatto volentieri a meno. Purtroppo un piccolo contrattempo non ci permetterà di vedere queste spiagge, imballate comunque all’inverosimile. Infatti, trovato un buco per parcheggiare, durante una retromarcia urtiamo un grosso ed alto tombino con la marmitta: il risultato è che la marmitta comincia ad emettere uno strano rumore e a toccare la sospensione ogni volta che la macchina incontra una curva. Questo non ci voleva. In queste condizioni non possiamo certo proseguire a lungo, ci vorrebbe un centro di assistenza, ma sono già le ore 15,00 del venerdi che precede il ferragosto. Non essendo meccanici, arriviamo a fare le supposizioni più assurde, fino a pensare di rientrare piano piano verso il porto di Bastia per imbarcarci in anticipo e rientrare a casa, chiudendo la vacanza anzitempo e far controllare l’auto a chi di dovere. Chiamiamo la Toyota di Parma per avere informazioni su centri di assistenza Toyota in Corsica; meglio non riportare la risposta che quell’incompetente operatore ci ha dato al telefono mentre chiedevamo aiuto. Meriterebbe una denuncia al servizio assistenza clienti Toyota Italia. Al centro assistenza di Milano sono molto più cordiali e, dopo avere fatto una ricerca su inernet, ci richiamano e ci indicano i due centri Toyota presenti sull’isola, il più vicino dei quali si trova a 70 km da noi. Nel frattempo abbiamo la brillante idea di cercare un meccanico qualunque che ci possa chiarire l’entità del danno. Proprio a Propriano, ci viene in aiuto il meccanico della Renault che, con rapida occhiata ed abile mossa, intuisce e ripara quello che a noi sembrava un danno enorme. La marmitta si era solo leggermente incassata (in fin dei conti l’urto non era stato violentissimo), bastava solo fare leva in un certo punto per farle riprendere la posizione originaria. Per questo intervento pari alla durata di un click del mouse, il meccanico non pretende nemmeno alcun pagamento; non sa che ci sta ridando la gioia di vivere. Asciugato il sudore del terrore, la vacanza riprende a gonfie vele. Roba da metterci a cantare a squarciagola. Festeggiamo con un bagno di sabbia sulla spiaggia di Propriano. Verso l’imbrunire (come sempre…) capiamo che è giunta l’ora di cercare un posto tenda per la notte. Ci dirigiamo verso Porto Pollo e, fatta la spesa, ci piazziamo nell’enorme campeggio “Ras l’ Bol” (letteralmente “ne ho piene le palle”, il nome è tutto un programma), estremamente caotico, dove i clienti applicano la dura legge del campeggio selvaggio. Troviamo posto vicino a due roulottes in disarmo (praticamente una specie di sfasciacarrozze); li davanti c’è anche un tavolino con sedie in plastica, quindi stasera si sarà grande festa e si mangerà a tavola, non seduti per terra come gli indiani delle praterie.

14 agosto 2010
Anche stanotte piove a dirotto: forse non è mai piovuto così tanto in Corsica in agosto. Il mattino seguente il cielo è grigio-piombo e la pioggia continua a cadere. Verso le 10,30 c’è una tregua, ne approfittiamo per togliere il campo e andare a saldare il conto (23,40 euro, 2 persone, tenda e auto). La giornata è orrenda, il clima è da uragano e, non sapendo cos’altro fare, andremo a vedere le spiagge che comunque erano in programma oggi. Quando si hanno solo pochi giorni a disposizione, non ci sono molti margini di recupero e quel che si è costretti a lasciare, è definitivamente perduto. Peccato perché in questa parte dell’isola, sulla strada costiera che porta ad Ajaccio, ci sono alcune belle spiagge che non potremo vedere nel loro splendore se non tornando in Corsica in futuro. Il nostro tour si svolge per la prima parte su una tortuosa strada di montagna, accompagnati dalla pioggia, mentre il cielo diventa sempre più grigio tendente al piombo. E’ curioso, ma anche in un certo senso inquietante, vedere che i cartelli stradali delle località sono scritti in lingua corsa e in lingua italiana, ma che quest’ultima è quasi sempre cancellata. Che sia una dichiarazione di ostilità? Arrivati nei pressi di Ajaccio, ritorniamo verso sud, ma questa volta utilizzando la strada statale N196. Transitando nel paese montano di Cauro si scatena il finimondo: il cielo è nero, l’acqua cade a secchiate e il vento fortissimo minaccia di staccare i rami dagli alberi; una scena da uragano tropicale. Mai vista una cosa simile a queste latitudini. Dopo dieci chilometri di questo pessimo trattamento meteorologico, la pioggia si attenua, anche se il tempo lascia comunque molto a desiderare. Ci mancava solo il semaforo ad Olmeto, che consente il transito alternato delle autovetture e per oggi abbiamo fatto veramente bingo: più di un’ora di coda. Una volta passato il semaforo scendiamo rapidamente verso sud, dove ci viene in aiuto la spiaggia amica di Tizzano (quella di ieri), sulla quale pare che i fulmini non si accaniscano mai. Qua il sole non è un miraggio e lo prendiamo tutto, a parziale risarcimento di una giornata andata praticamente a puttane. Verso sera si apre il classico balletto della ricerca di un campeggio per la notte: da tenere in considerazione che questo è il periodo di estremo affollamento di tutti l’anno. E infatti, come da copione, diversi campeggi ci respingono perché al completo. Anzi praticamente tutti quelli ai quali abbiamo bussato lungo un percorso di più di 50 km. Dobbiamo arrivare fino a Porto Vecchio per trovare in extremis (a soli 10 minuti dalla chiusura) il camping “La Baie des Voiles”, dove, al prezzo di 20,50 euro (2 persone, tenda e auto) riusciamo a trovare una pseudo piazzola, praticamente una fessura tra una roulotte e un muretto.  La comodità della tenda sta anche nel fatto che basta veramente uno straccio di terra per piazzarla. In questo campeggio, disposto direttamente sul mare, il caos è totale: ognuno si piazza dove vuole e come vuole, nel più totale menefreghismo, secondo la legge del più forte, il primo che arriva è quello che alloggia meglio. Con la calma della bassa stagione però qui si possono trovare piazzole “da urlo”. Con una maggiore razionalità, questo campeggio potrebbe ospitare molte più tende e/o camper. Quindi, la signora francese della reception, che se la tirava un casino, poteva anche tirarsela meno. I bagni e le docce non sono neanche pulitissimi. Praticamente una giornata buttata nel cesso.

15 agosto 2010
Espletate le formalità di rito, ci allontaniamo dal camping in direzione nord, con lo scopo principale di alternare l’appoggio delle chiappe sulla sabbia e dentro l’acqua per tutta la giornata, mentre si avvicina il triste momento del rientro (domani). Anche se siamo coscienti del fatto che troveremo delle spiagge piuttosto affollate, non ce ne frega nulla: dobbiamo assolutamente recuperare almeno parzialmente il tempo perduto ieri. Così la prima sosta è alla spiaggia di San Ciprianu, appena a nord di Porto Vecchio. Fortunatamente non siamo all’ora di punta e riusciamo a trovare un discreto parcheggio per la macchina abbastanza vicino alla spiaggia. Si tratta di un largo golfo bordato da una bella spiaggia bianca e mare modello piscina. Appena più a nord, gettiamo l’ancora nella spiaggia di Pinarellu, bordata da un’ampia pineta, che si presenta come un golfo calmissimo di acqua azzurra e pochissimo profonda: a più di 50 metri dalla riva il livello dell’acqua è ancora di circa un metro. Il posto ideale per una famiglia con bambini. Riprendendo la N198 ci imbattiamo nel piccolo golfo di Anse de la Fautea, spiaggetta più che decorosa, incastrata tra due alture, direttamente sulla strada; il parcheggio è sull’altro lato della carreggiata. A pomeriggio inoltrato riprendiamo la marcia verso nord: la nostra idea è quella di stabilirci per l’ultima notte in un campeggio in mezzo ad una macchia di eucalipti direttamente sul mare, che avevamo adocchiato durante la nostra discesa alcuni giorni fa, nei pressi di Solenzara. Il campeggio si chiama “Les Eucaliptus” e fortunatamente ha diverso spazio disponibile. Quindi, per la modica cifra di 17,60 euro, piazziamo la Quechua, parcheggiamo la macchina sul lato e ci buttiamo in spiaggia per le ultime ore di sole. Qua il mare non è particolarmente favoloso, ma non è nemmeno paragonabile a quello di Riccione o di Marina di Massa. Quello che abbiamo notato in questi giorni è che la vita del campeggio fa togliere alla gente certi finti tabù: per esempio è normale vedere viaggiare da un capo all’altro del campo le persone con il rotolo di carta igienica sotto il braccio, segno di un prossimo ravvicinato appuntamento con il cesso, un evento assolutamente normale e quotidiano per tutti, ma che in campeggio viene vissuto con una maggiore serenità, senza false giustificazioni.

16 agosto 2010
Siccome, come è ben noto, la mamma dei cretini è sempre incinta, questa mattina siamo stati svegliati praticamente all’alba dai nostri vicini di tenda che erano presi nelle operazioni di smantellamento della veranda della loro roulotte. Si tratta di una famiglia italiana, cremonese per la precisione, una tribù di trogloditi, vocianti e urlanti come barbari, maleducati senza ritegno, che hanno rotto i coglioni a tutto il campeggio con le loro menate di smontaggio. Una famigliola composta dal marito bifolco ed ignorante, dalla moglie esaurita e urlante, da tre figli pestiferi e il nonno imbecille e villano. Una bella foto di famiglia, non c’è che dire. Non è la prima volta che all’estero ci tocca vergognarci di essere italiani, certa gente dovrebbe restare nell’orto. Per la cronaca le operazioni di smontaggio della veranda hanno occupato tutti i rumorosi membri della famiglia già dalle prime luci dell’alba e sono proseguite per diverse ore; possiamo solo dire che al momento della nostra partenza, verso le 10,30, non erano ancora state ultimate. Per il giorno della partenza, il meteo, giusto per prenderci per il culo fino alla fine, ci ha riservato una giornata a dir poco spettacolare: non poteva succedere un paio di giorni fa, per poi scaricare le acque nella giornata di oggi, visto che potremo utilizzarne ben poco e di trovare il maltempo non ce ne fregherebbe nulla???. Così, per sfruttare fino all’ultimo minuto (ed ecco svelato il mistero della nostra scelta di un campeggio direttamente sul mare) andiamo a passare un paio di orette sulla spiaggia, giusto per l’ultimo sole della vacanza marina. Segue l’ultimo triste smantellamento del campo, la carica della macchina e la partenza per il porto di Bastia. Lungo la strada troviamo il tempo per una salutare sosta in una boulangerie, pasticceria con ogni bendiddio, dolce e salato, per rifarci il palato prima della traversata. Ed eccoci al porto di Bastia, l’orrenda città che avevamo mollato senza rimpianti alcuni giorni fa. La nave giunge con un certo ritardo e l’attesa nel piazzale si allunga: fortunatamente le operazioni di carico sono abbastanza rapide e si recupera leggermente il ritardo. La traversata non è delle più tranquille, soprattutto nelle prime due ore del viaggio. Poi il mare si calma leggermente (oppure eravamo noi ad esserci abituati alle onde). La figura della Corsica si allontana e sbiadisce lentamente alle nostre spalle fino a sparire completamente. Bel posto la Corsica, vista fuori stagione con meno casino deve essere una cannonata.

Bella l’idea della vacanza short & low cost. Ne faremo altre.

Filo & Fabio

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