CANADA – “Canada, il Serengheti del nord (???)”

10 agosto ’13
E’ arrivato finalmente il giorno della partenza, mesi di sofferenza finalmente finiti. Il volo per Vancouver prevede, fortunatamente, una sola sosta a Londra. Per la prima volta non facciamo scalo negli Stati Uniti e meno male perché è veramente una gran seccatura. Ma partiamo con ordine. Il volo per Londra lo abbiamo su Linate e quindi questo vuol dire fare molta meno strada, solitamente la nostra tappa di partenza è la Malpensa. Questo vuol dire risparmiare tempo e denaro. Visto che l’orario di partenza è per le 13.20 non dobbiamo fare delle levatacce, il che vuol dire non dormire come facevamo di solito la sera prima a fianco dell’aeroporto. Lungo la corsia opposta dell’ autostrada che ci porta all’aeroporto c’è una fila interminabile di auto che vanno verso le mete marittime, sono decine e decine di km di coda, non li invidio per niente, nella nostra direzione poca roba. A linate avevamo prenotato un parcheggio a fianco del terminal, purtroppo rispetto alla malpensa sono molto più cari e per 20 giorni stavolta dobbiamo sganciare ben 130 € per un posto scoperto. La nostra compagnia per questa volta sarà la British Airways, il prezzo del volo, € 900, non è per niente male, però la nota negativa sta nei servizi della compagnia, solitamente quando prenotiamo un volo intercontinentale per stare tranquilli prenotiamo direttamente alla compagnia anche i posti a sedere, servizio che fino ad ora ci è stato offerto gratuitamente da tutti, ma ecco che arriva la pecora nera. Per prenotare i posti a sedere su tutte e quattro i voli ci vogliono 100€ a testa circa, mi sembra una presa per il c….. ti sgancio € 900 per un volo e mi vuoi sfottere i soldi per i posti??? Bahhh Oppure la seconda soluzione è fare il check-inn ondine, dove si può prenotare, o per meglio dire il computer durante l’emissione della carta di imbarco a random ti sceglie il posto, ci può anche stare…. Tutte e due i voli sono stati tranquilli, qualche buon film, un  documentario sulle Galapagos tanto per farti venire voglia di andarci immediatamente e un sonnellino. Arrivati a Vancouver inaspettatamente ci ritroviamo all’aeroporto L’Irene un amica di Filippo che da tempo vive e lavora in Canada. Velocemente prendiamo la nostra macchina a noleggio da Thryfti e ce ne andiamo al Super 8 prenotato dall’Italia. Posiamo le valige e via subito fuori a cena, tre hamburger, due chiacchiere e buona compagnia, la gita è partita per il verso giusto, tutto il resto sarà un avventura…… Super 8 Vancouver $ 85

11 agosto ’13
Il primo giorno di vero viaggio inizia la mattina molto presto, sveglia alle 5.45 e dal centro di Vancouver dobbiamo andare al porto di Tsawwassen. Non siamo molto in forma, ci siamo addormentati molto presto la sera prima ma il fuso non ci ha reso il sonno facile. Siamo decisamente rincoglioniti, ma oramai siamo in ballo e non si può tornare in dietro. E’ da pochi km che guidiamo sulle strade Canadesi ma ci sembra molto facile, strade spaziose, poco traffico, guidatori diligenti e soprattutto segnaletica come Dio comanda, quindi non all’Italiana. Arriviamo al porto puntualissimi e altrettanto lo è il traghetto, in un paio d’ore arriviamo a Nanaimo, uno dei porti dell’isola di Vancouver Island. Purtroppo non siamo molto fortunati perché il tempo è pessimo e addirittura in alcuni momenti piove, e non poco. Visto che lo scopo della nostra visita è totalmente naturalistico direi che partiamo con il piede sbagliato….. Comunque da Nanaimo dobbiamo attraversare tutta l’isola per arrivare a Ucluelet dove abbiamo prenotato un hotel con il solito ed efficientissimo booking. Prima di partire avremo letto non so quanti diari di viaggio e guide su Vancouver Island e pare che la strada che l’attraversa sia una delle strade più belle e più panoramiche di tutta l’isola e inoltre si dovrebbero fare diversi incontri con la fauna selvaggia. Mahhh sarà, ma noi per 150 km abbiamo visto solamente delle piante, non abbiamo visto nemmeno uno scoiattolo, e a essere sinceri non ho trovato nemmeno il panorama così bello, sarà per il fatto che il tempo era davvero pessimo ma credo che non la consiglierò a nessuno. La nostra meta sarebbe Ucluelet ma prima facciamo un salto a Tofino, altro punto su cui avevo letto un gran bene. E anche qui purtroppo rimango veramente deluso, una piccolissima cittadina con qualche negozio, qualche ristorante e niente di più. Forse ci sarebbero dei bei panorami da vedere ma con la pioggia di bello purtroppo non c’è nulla. Torniamo in hotel abbastanza delusi dalla deprimente e piovosa giornata, senza avere visto uno straccio di animale selvatico. L’hotel però è simpatico, il Surf inn backpackers, quando arriviamo la reception è chiusa, strano alle tre del pomeriggio cacchio dovrebbe essere aperta. Troviamo sulla porta una serie di post-it appiccicati e uno di questi era per noi, la nostra camera era pronta e potevamo entrare senza chiavi. Mica male qui lasciano le porte aperte e probabilmente non rubano nemmeno le caramelle, da noi fra poco le porte le dobbiamo saldare per impedire agli estranei di entrare, altro segno di super civiltà. Comunque passiamo il resto della giornata in camera perché la pioggia non ha smesso un attimo di cadere. Surf inn backpackers $43

12 agosto ’13
Dopo 12 meritate ore di sonno, ci svegliamo nella nostra umilissima dimora al surf inn backpackers e purtroppo constatiamo che fuori sta ancora piovendo, ma il peggio è che il cielo è grigio come la cenere e la temperatura è quella del primo di novembre. Le nostre menti cominciano già a capire che c’è bisogno di un piano di riserva, in teoria dovremmo rimanere sull’isola tre notti, ma visto le condizioni meteo pensiamo anche ad una alternativa. Comunque usciamo di casa e in mattinata dobbiamo riattraversare l’isola per spostarci più a nord dove ci dovrebbero essere alcune zone più interessanti per la fauna. Per arrivare a Campbell river ci mettiamo almeno quattro ore, prendendola molto comoda. Quattro ore sotto la pioggia, senza vedere assolutamente nulla, il cielo è completamente grigio e le nuvole sono talmente basse che in alcuni punti c’è la nebbia, robe da matti. Visto che il tempo non ne vuole sapere di migliorare è seriamente ora di pensare al piano b. Prima però proviamo a fare l’ultimo tentativo. Andiamo a vedere un pezzo del Elk falls provincial park, un parco dove si dovrebbe vedere facilmente un po di fauna selvatica, alci, orsi ecc…. A mala pena vediamo un alce sulla strada che bruca qualche foglia e niente altro, il panorama sui vari laghetti è sicuramente interessante ma niente di che. Ora basta, è ora di darci una svegliata. Torniamo a Campbell river dove abbiamo una prenotazione al Quinsam motel, dove per fare il check-inn si deve andare nella birreria, una di quelle classiche birrerie stile american, con tavolo da bigliardo e luci soffuse. Preso possesso della nostra camera comincia il piano di fuga, tra telefonate, cancellazioni e riprenotazioni di traghetti e altri hotel abbiamo deciso che l’indomani vivi o morti ce ne saremo andato da Vancouver Island, che purtroppo è stata una vera e propria delusione. Quinsam motel $50

13 agosto ’13
Il piano di fuga da Vancouver Island prevedere una levataccia e una corsa di un ora e mezza fino al porto di Nanaimo. Fortunatamente il giorno prima eravamo riusciti a cambiare la prenotazione del traghetto di ritorno con la BCferrier, anticipandola di un giorno. Dopo due ore di traversata arriviamo a Vancouver e da li finalmente può partire il nostro vero viaggio. Inoltre finalmente si rivede il sole dopo tre giorni in cui sembrava di essere stati catapultati in inverno. Attraversiamo tutta la città da sud a nord, Vancouver sembra un gran bella città, tranquilla, pulita, il traffico non è eccessivo, l’unica cosa che non riusciamo a capire è perché il 70% delle persone che incontriamo per strada è cinese, ma cazzo sono riusciti a infestare proprio tutto il mondo!! La giornata non prevede grandi appuntamenti ma piuttosto dobbiamo avvicinarci il più possibile a Jasper. Per farlo dobbiamo attraversare tutta la catena delle montagne rocciose. Per oggi prevediamo di fare all’incirca 250 km dei circa 850 che ci separano dall’ingresso del parco di Jasper. Le strade in generale in Canada sono ben tenute, non c’è una buca nemmeno a cercarla e in molti tratti è a due corsie per senso di marcia. E la ciliegina sulla torta è che le autostrade non si pagano. La strada che attraversa le montagne rocciose è veramente bella e panoramica, peccato per gli scarsi punti di sosta perché ci sarebbero tanti bellissimi panorami da ammirare e fotografare con un po di calma, ma la strada non lo permette. Facciamo alcune soste per vedere qualche provincial park, parchi molto semplici dove fare qualche camminata tra i boschi e vedere qualche bella cascata, Shannon falls e Brandy wine falls in assoluto le migliori viste.  Dopo diverse ore di strada arriviamo a Lilloet, la nostra dimora per questa notte. La città non è un gran che, anzi a dire il vero è parecchio desolata, sull’unica strada che l’attraversa non passa praticamente nessuno e forse siamo gli unici ospiti…. Hotel Victoria $73

14 agosto ’13
Oggi giornata piuttosto noiosa, lo scopo era solo quello di fare più km possibili per avvicinarsi a Jasper. La strada che conduce al parco attraversa le montagne rocciose e non ci sono molti centri abitati perciò abbiamo studiato un piano di viaggio con tappa fissata il giorno prima. Da Lilloet dobbiamo arrivare a Valemount. I km da percorrere sono all’incirca 500 ma tutti su strade di montagna, però devo dire che le strade sono davvero ben fatte e scorrevoli, rimane comunque il fatto che la velocità massima che si può fare in alcuni punti è di 100 km/h al massimo. Noi l’abbiamo presa con molta calma e nel primo tratto di strada sino a Kamloops ci siamo fermati diverse volte per fare qualche foto in quanto il panorama era davvero straordinario. Nella seconda parte di strada ci saremmo aspettati di vedere un panorama migliore ma invece è stato piuttosto noioso e addirittura caldo. L’unica emozione è stato vedere finalmente per la prima volta un orso nero che per poco non attraversava la strada davanti a noi, fortunatamente non lo ha fatto perché dietro di noi c’era un signore piuttosto agitato alla guida con il suo enorme camper e sono sicuro che lo avrebbe ridotto in polpette. Siamo riusciti a fermarci sul ciglio della strada ad osservare questo piccolo orsetto mentre se ne tornava in mezzo alla foresta un po impaurito. Il resto del viaggio una vera noia, nessuna animale sebbene ci siano diversi cartelli che ne indichino la presenza. Intorno alle 5 del pomeriggio arriviamo finalmente a Valemount, piccola e sonnolenta cittadina dispersa nel bel mezzo delle montagne rocciose, mi chiedo cosa facciano le persone che abitano qui a parte lavorare?? Il primo vero e proprio centro abitato degno di nota dista 300km. Cenetta fuori in un piccolo fast food e poi via a letto, finalmente domani si va a Jasper…. Ramakada motel $80

15 agosto ’13 Jasper
Ci siamo!! L’ultimo sforzo e siamo a Jasper. Da Valemonut a Jasper city ci sono all’incirca 120 km, in una ora e mezza ci siamo. Durante l’ultimo tratto di strada pensavamo di vedere finalmente un po di fauna ma ancora niente, dai racconti di viaggio letti prima di partire ci sembrava di capire che la vista della fauna sarebbe stata piuttosto facile ma a quanto pare non lo sarà. Appena arrivati nel centro città proviamo a cercare la nostra dimora, il Creek side accomodation, un B&B prenotato dall’Italia. Purtroppo però non ci siamo ricordati di segnare il numero civico e visto che si tratta di una abitazione privata  come tante altre senza nessuna insegna all’esterno, siamo fregati!! Torniamo sulla via principale di Jasper e ci fondiamo nel primo visitor center, dove una gentilissima Calabbbrese ci offre l’informazione mancante, ovvero il numero civico. Purtroppo al B&B non c’è nessuno e quindi basta perdere tempo, torneremo più tardi, ora inizia l’avventura. Le cose da vedere nei dintorni del paese sono tante e quindi puntiamo un dito a caso sulla mappa e cominciamo con la vallata di Maligne Lake. La strada non è lunga, per arrivare al lago ci sono circa 45 km, tutti da percorrere rigorosamente a non più di 60 km/h, nella speranza di vedere un orso, un alce, un rapace o qualche cosa che abbia 4 zampe. Ma ancora nulla. Arriviamo a Maligne Lake e decidiamo di percorrere una parte del sentiero che costeggia il lago. La temperatura è molto gradevole e si passeggia molto volentieri sulle rive di questo meraviglioso lago dalle acque blue, in alcuni punti si nota chiaramente il fondo del lago. Ci fermiamo in diversi punti per fare qualche foto e teniamo sempre un occhio dietro di noi, non si sa mai che spunti qualche bestia feroce dalla foresta, qui con gli orsi non si scherza. Tornando al parcheggio, finalmente intravediamo qualche cosa tra gli alberi ed ecco finalmente la fauna selvatica che si va vedere. Non so esattamente cosa sia ma diciamo che potrebbe essere un alce femmina oppure un cervo, sempre femmina in quanto non aveva il classico palco. C’è troppa gente intorno a lei e purtroppo si nasconde nel bosco, per un po riesco ad inseguirla fino a quando finalmente rimaniamo da soli, io e lei, non sembrava spaventata, mangiava tranquilla mentre io cercavo di fargli qualche bella foto, difficile perché la testa era sempre nascosta tra i cespugli che mangiava voracemente. Quando le cose cominciavano ad andare bene ecco che arriva il classico scemo del villaggio, in questo caso scema, una ragazza scende da una macchina, io mi ero nascosto dietro a qualche pianta per cercare di non disturbare l’animale, questa mi si è messa dietro e ok, poi ad un certo punto inspiegabilmente è scappata via correndo spaventando l’animale, fuck!!!! L’avrei presa a schiaffi!! Occasione sfumata. Sulla via del ritorno per Jasper sulla strada principale notiamo diverse macchine ferme sul ciglio della strada, ovviamente ci accodiamo e cerchiamo di capire perché sono tutti fermi quando ad un tratto vediamo una macchia nera a fianco di un cespuglio di bacche rosse, ma cacchio!!! E’ un Orso nero e a fianco c’è anche il suo cucciolo, più veloce della luce cerco di prendere la macchina fotografica ma mentre mi giro mi accorgo che c’è un sacco di gente che è scesa dalle auto, quasi tutti cinesi, per avvicinarsi a fare foto, ma che sono matti??? Mamma orsa con cucciolo è assolutamente da evitare!! La conseguenza è la fuga della famigliola, risultato zero foto e madonne a go go, i cinesi non li ho mai sopportati e adesso li sopporto ancora di meno, era proprio necessario scendere dalle auto e correre incontro a un orso per fare una fottuta foto?? Ancora una volta rimango a mani vuote, è incredibile, comincio a pensare che per fare qualche foto decente sarà una gara dura. Riprendiamo la strada e facciamo diverse soste, prima sulle rive del fiume che scorre nella valle, dove un sacco di gente sta nei giardini a prepararsi la griglia e altri stanno nel fiume a pescare. Qualche km più avanti facciamo sosta a Medicine lake, un lago che oltre ad avere un ottimo panorama ha la caratteristica di svuotarsi quasi completamente, in autunno questo lago perde il 90% dell’acqua, in questo periodo il livello è già molto basso. Prima di rientrare a Jasper facciamo una sosta veloce a Pyramid lake per vedere se al tramonto merita, scopriamo invece che il momento migliore sarebbe l’alba e quindi lo mettiamo nel programma della mattina seguente. La nostra giornata si conclude, mentre torniamo in città sulla strada notiamo del movimento e quasi increduli vediamo dei Moose (alce) femmina sul ciglio della strada principale brucare come se niente fosse. Ci fermiamo ma il traffico è troppo e non ci permette di fare foto decenti, quindi facciamo qualche fotina ricordo e poi via al B&B. Entriamo in questa stupenda casa che la Sig.ra Marie ha trasformato in un B&B, a mio avviso davvero bello, la nostra camera ha un letto King, enorme, un bagno privato, una TV, Wi-fi, un balcone tutto per noi. Cena a KFC e conclusione serata a zonzo per la città in cerca di qualche souvenirs, purtroppo sono quasi tutti cinesi, non solo i souvenirs ma anche chi li vende e quindi non ci lascio nemmeno un centesimo….. Creek side accomodation $125

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