Bob Marley in Italia
Venerdì, Agosto 29th, 2008Attenzione all’ignoranza della giornalista Italiana nel video, i colori verde, rosso e giallo non sono i colori della Giamaica ma sono i colori dell’Etiopia, complimenti…
E’ il 27 giugno 1980 quando Bob Marley allo Stadio Meazza di Milano incontra l’Italia per il primo dei suoi due unici concerti che terrà, in tutta la sua carriera, nel nostro paese (l’altro si svolgerà il giorno dopo allo Stadio Comunale di Torino). E per molti versi quell’evento sembra da congiunzione astrale: l’Italia è reduce da una terribile stagione di concerti, fatta di contestazioni sul prezzo del biglietto, di “autoriduzionisti” che cercavano – con le buone o con le cattive – di garantirsi un posto gratis ai concerti, di inevitabili scontri, anche duri, con la polizia. Incidenti più o meno gravi si erano verificati, tra cui il famoso incendio del palco appiccato durante un concerto di Carlos Santana. In questo clima non certo rasserenante, l’arrivo di Marley in Italia – grazie al lavoro svolto dal promoter Franco Mamone – aveva un significato non solo musicale: riapriva le porte a una futura stagione di concerti internazionali, inaugurandola con quello che a tutti gli effetti era un vero e proprio evento. Bob Marley non era solo un musicista, era un simbolo: Bob Marley era il reggae, una musica nuova – per l’Italia – che parlava e predicava ritmi lenti, libertà, pace, orgoglio, appartenenza, comunione, redenzione. Marley era il sacerdote musicale del Rastafarianesimo, la dottrina religiosa che vedeva nel sovrano regnante in Etiopia, Hailè Selassiè, il Grande Padre di tutti i rastafariani, e in quella terra la terra promessa verso cui tornare. (continua…)

