24 Ore nel Parco dei Cento Laghi

E’ un pomeriggio di un Venerdì insolitamente caldo  considerando che siamo all’ultimo giorno di Settembre, quando ci troviamo nel parcheggio del Cinecity di Parma pronti ad intraprendere un’intensa 24 ore di immersione nella natura del Parco dei Cento Laghi. Io, Filippo, Luca e Fabio,  i miei compagni di viaggio; le nostre attrezzature che attendono nel bagagliaio, in attesa di essere impugnate per una caccia incruenta, dove lo scopo è catturare un istante, intrappolare il tempo. Si parte a bordo del fuoristrada di Luca; l’ora di viaggio trascorre veloce mentre poco alla volta ci addentriamo nell’appennino Parmense. Eccoci arrivati al nostro campo base: siamo all’Antica Dogana, un bel agriturismo posto nel verde a 930 metri in località Costa di Bosco di Corniglio. Ci accoglie la titolare Susanna, che ci mostra la nostra sistemazione: una bella e spaziosa camera in pietra e 4 letti, dei quali non faremo la conoscenza ancora per un bel po’ di ore. Il tempo di posare quanto non serve e via, si parte subito per la nostra prima meta: il sentiero 00, che si dipana dal Passo del Cirone (a 5 minuti dall’agriturismo e a 1200 metri sul mare), attraversando tutta la dorsale appenninica dal passo della Cisa al Lagastrello. Lasciamo la bella chiesetta del Passo alle nostre spalle e ci addentriamo sul crinale in direzione dei Lagdei; dopo un primo ripido tratto nel bosco sbuchiamo finalmente all’aperto, dove sul nostro fianco sinistro la montagna scende dolcemente tra i prati, mentre sul destro lo strapiombo ci separa dalla Lunigiana. Prato dopo prato e foto dopo foto, finalmente la visuale si apre sul lato sud del Crinale in uno spettacolare tramonto… ma bisogna riattraversare il bosco prima che venga buio, quindi si scatta a più non posso in una lotta contro il tempo. Cavalletto e grandangolo la fanno da padrone, mentre Luca, litiga con un bruco che non ne vuole sapere di fare da modello per una macro. Quando anche quasi l’ultima luce sta scomparendo, raggiungiamo la macchina e ci accingiamo al rientro, soddisfatti di quanto raccolto. Ritornati in Dogana brindiamo al giorno che ci attende…ma nel frattempo mettere qualcosa sotto i denti é prioritario…quindi ci spostiamo a Corniglio, dove ci aspetta la cena. E’  lì che stabiliamo un fuoriprogramma che si rivelerà estremamente affascinante: decidiamo di recarci al rifugio dei Lagoni per fotografare la Via Lattea! E così  poco dopo ci ritroviamo a 1330 metri sulle sponde del Gemini Inferiore, con il naso all’insù davanti ad un cielo che in pianura è impossibile da osservare. Scatto dopo scatto il tempo scorre  veloce e ci ritroviamo all’una di notte…non prima però che i lupi ci abbiano rivelato  la loro presenza, facendoci scorrere un brivido lungo la schiena: una serie di ululati riecheggia tra i monti…il nostro  sguardo di tanto in tanto vaga nel buio della foresta che ci circonda! Stanchi ma felici rientriamo, dove prendiamo finalmente confidenza con i nostri letti. Sono passate poco più di quattro ore quando suona la sveglia. Una colazione veloce e poi  alle 5.45 via nuovamente verso il Gemini Inferiore. Lungo la strada ci attende una sorpresa: da qualche parte devono aver aperto i cancelli, perché un esercito di fungaioli é incolonnato sulla strada, tanto che sembra di essere in tangenziale alle sei di sera! Trovato faticosamente un parcheggio ci incamminiamo verso la prima delle nostre mete del giorno: il Lago Scuro (1500m). Continua a leggere….

Arriviamo verso le 6.45 del mattino, piazziamo le macchine fotografiche e iniziamo a scattare mentre l’alba incendia la vetta del Monte Scala. Prima che la luce diventi troppo dura per essere propizia, riprendiamo la strada verso la seconda meta: il Lago del Bicchiere (1724m). Dopo un’altra ora scarsa di cammino arriviamo a destinazione; si riprende a scattare e mentre Luca e Filippo si spostano sul lato sud del lago, attratti dal canto di alcuni uccelli (l’animo del fotografo naturalista ha sempre il sopravvento…), Fabio ed io restiamo alla ricerca della prospettiva migliore. Al loro ritorno, Luca propone l’ascesa al Monte Matto, ma qualcuno…oppone resistenza…(vero Filippo?), quindi decidiamo di affrontare il Passo del Fughicchia (1750 m), per ridiscendere dalla Fontana del Vescovo alle Capanne di Badignana, alla volta della macchina. Sono passate ormai 6 ore da quando siamo partiti e un buon pranzo é una ricompensa meritata per i nostri sforzi, quindi ci portiamo verso il rifugio dei Lagdei, da dove (dopo un buon piatto di cinghiale) ripartiamo alla volta dell’ ultima tappa: la Grotta dell’ Orso. Qui il Parma di Francia si incrocia con un corso d’acqua che scorre sotto la montagna e si getta da una piccola cascata, prima di incanalarsi nel vero Torrente Parma. Le nostre 24 ore nel Parco dei Cento Laghi terminano qui; sono state intense, in parte faticose, ma estremamente affascinanti. Mentre la strada del ritorno scorre sotto di noi, attendiamo impazienti di vedere il frutto dei nostri sforzi, certi comunque del fatto che , qualunque sia il risultato, ne sia valsa comunque la pena!

Scritto e raccontato da Garani Giovanni

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5 Responses to “24 Ore nel Parco dei Cento Laghi”

  1. Luca scrive:

    Racconto esaustivo che mi ha riportato alla memoria un’uscita memorabile con amici formidabili…una sola pecca…..la regina dei volatili che ci ha sorvolato !!!!! dove l’hai messa ??!!??!?!

  2. Filippo scrive:

    Una giornata organizzata e sviluppata nel migliore dei modi, grazie a tutti!!

  3. Giovanni scrive:

    Luca ha ragione ! Sua Maestà l’Aquila ci ha sorvolato ma non si é degnata di avvicinarsi…e io mi sono vendicato non citandola !!! Scherzi a parte, é stato un giro davvero bello e in ottima compagnia….una cosa di ripetere !

  4. Luca scrive:

    Beh…una foto dell’aquila eccola qui

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