Partenza per la Namibia
Finalmente dopo mese e mesi di attesa arriva il momento di partire per una nuova avventura, Namibia…. Sono circa due anni che cerco informazioni e quant’altro su questo paese e dopo diversi problemi stavolta si parte sul serio. Il viaggio non sarà semplice come al solito, viaggiare in africa è sempre un incognita, non c’è la piena libertà come in altri paesi. Per vedere i parchi ed entrare in riserve naturali private ci vogliono quasi sempre dei permessi e pernottare al loro interno non è facile perchè si deve prenotare mesi prima e pagare cifre a volte un tantino esagerate. Comunque la maggior parte di queste cose noi siamo riuscite a risolverle mentre le altre le risolveremo sul posto. Per il volo aereo come al solito ci siamo affidati a Tui.it e con due prenotazioni diverse siamo riusciti a strappare un ottimo prezzo, faremo due scali ma questo non è un problema. La scelta della macchina invece è stato un parto davvero lungo e difficile. Prima cosa in internet ci sono tanti pareri ma tutti troppo discordanti, chi dice che una berlina è fin troppo, chi dice che un 4×4 è indispensabile, chi dice addirittura che ci vuole assolutamente una guida, tutto questo mi ha messo solo un gran casino in testa. Alla fine abbiamo deciso per un bel 4×4 ma non perchè un fuoristrada crediamo sia necessario ma perchè abbiamo fatto aggiungere una bella tenda sopra il tettuccio, così per alcuni giorni vivremo a stretto contatto con la natura. Non è stata esattamente la scelta più economica ma almeno saremo più sicuri sulle strade sterrate e se ci vemisse voglia di fare qualche strada strana potrebbe venire utile, inoltre potrebbe essere un vantaggio all’etosha essendo appena più in alto che in una berlina, quindi migliori avvistamenti di animali. Il tragitto che faremo, più o meno visto che poi cambia sempre sul posto, non è dei più semplici, lungo per i nostri 15 giorni a disposizione. Partenza da Windhoek e di volata a nord per vedere il parco dell’Etosha National Park dove faremo 3/4 giorni di safari completamente immersi nella natura selvaggia, con un nostro veicolo, niente guide, solo noi stessi. Faremo un paio di giorni nel Damaraland per vedere i suoi paesaggi e di corsa sulla mitica e famosa Skeleton Coast fino ad arrivare a Swakopmund. Una sosta di 2 giorni circa e poi si prosegue a sud per vedere lo storico deserto del Namib con le sue dune imponenti. La rimanenza dei giorni la faremo un po a caso, Fish River Canyon, deserto del Kalahari, altri parchetti piccoli ecc….. Ma ora basta non posso svelarvi tutto adesso, quindi aggiornerò il blog se possibile durante le tappe oppure si dovrà aspettare il diario di viaggio completo con tutte le informazioni annesse.
Hasta Luego
Mai Più da Granbazaar.it
Il titolo mi sembra già abbastanza inquietante per i fatti suoi e adesso vi spiego anche il motivo per cui non si dovrebbe mai comprare in un negozio del genere. Circa 2 mesi fa ho acquistato un obiettivo per la mia macchina fotografica reflex nikon D40, un Tamron 90 macro. Mi sto appassionando a questo tipo di fotografia e visto che devo partire per la Namibia pensavo di portarlo per provarlo direttamente sul campo, sicuramente avrei un sacco di opportunità per provarlo e per imparare questa mia nuova passione. Ma grazie a Granbazaar penso proprio che mi toccherà rimandare la cosa. Comunque cerco in internet l’obiettivo e vedo questo negozio di Roma che ha dei prezzi inferiori ad altri e con tempi di consegna ragionevoli, per la precisione l’inserzione indicava 5/10 giorni lavorativi, più che accettabili. Faccio l’ordine e dopo 15 giorni non arriva nulla, mando una mail e nessuno risponde, decido di chiamare telefonicamente, ci vogliono diversi tentativi e solo dopo una attesa di circa 20 minuti alla cornetta riesco a parlare con un operatore che poco gentilmente mi spiega il problema: "Il nostro fornitore non ha consegnato e ci vogliono altri 20 giorni di attesa". Ma siamo nel 2010 e ci vogliono 20 giorni per spedire un pacchetto che peserà 3 etti??? La cosa da subito non mi convince ma comunque decido di aspettare. Passati i 20 giorni non si vede nessun corriere, aspetto ancora qualche giorno e nessun corriere mi bussa alla porta, ma cosa sarà successo?? Il pacchetto si sarà perso, il corriere se lo sarà tenuto, lo avrà ritirato un altra persona al posto mio, non riesco a darmi una spiegazione, va bene chiamiamo granbazaar loro sicuramente sapranno darmi una spiegazione. Solita attesa al telefono di circa 20 minuti, intanto penso, ma chissa quanta gente che li chiama!!! Hanno 4 linee attive e hanno tempi di attesa più lunghi di quelli della telecom!!! Nel frattempo mi arriva una mail inquietante: Continua a leggere… »
Gita in valle D’aosta
Per la prima volta abbiamo deciso di cambiare strada, solitamente le nostre mete sono di mare o di città, ora abbiamo deciso che la montagna merita la nostra visita. La meta decisa è la Valle D’aosta. Oltre a cambiare abitudini di meta decidiamo pure di cambiare abitudini per l’alloggio, prendiamo una bella tenda, poca spesa, e tanta resa. La tenda ci da la possibilità di non dover stare a cercare un hotelo a basso costo, non dover tornare sempre nello stesso posto, e come già detto risparmiare un sacco di grano, il che non guasta mai, ricordiamo sempre che: "meno spendi e più viaggi". Nel nostro magazzino di viaggio non avevamo nessuna attrezzatura per il campeggio ma ci è venuto in aiuto il Conad, si proprio lui. Con i punti della catena di supermercati ci siamo presi la tenda e i sacchi a pelo, su ebay abbiamo acquistato i materassini e la mamma ha confezionato con le sue manine dorate un bel paio di cuscini portatili. Mancava solo una pompa per gonfiare i materassini, trovata prontamente alla Decathlon per neanche €20. Non ero mai stato in questo supermarcato del campeggio e devo dire che merita tantissimo, si trovano un sacco di articoli, non solo da campeggio, a prezzi davvero imbattibili, io stesso ho fatto un pò di provviste da viaggio… Ma torniamo alla Valle D’aosta, non rimane che decidere un giorno e partire ma come al solito noi di fissare una data non se ne parla, quando ci capita diamo un occhiata alle previsioni del tempo e un venerdì qualsiasi decidiamo di partire, carichiamo tutto sulla Yaris e via verso nord. La nostra prima tappa sarà la valle del Gressoney per vedere il monte rosa, spero di ricordare bene…. La valle è davvero bella, sembra proprio di essere nei paesaggi di Heidi, mancano solo le mucche e le caprette… Arriviamo fino in fono alla valle dove finisce la strada, facciamo un giretto nel minuscolo paese di Gressoney, non riusciamo a prendere la funivia per andare sui monti ma forse è stato meglio così, noi chiaramente essendo amanti del mare non eravamo molto attrezzati e siamo arrivati in pantaloncini corti, infradito e maglietta corta, scesi dalla macchina ci siamo resi conto che la temperatura era al di sotto dei 20°, con una felpa si stava abbastanza bene. Ci riforniamo in un negozietto di alimentari, formaggi e salumi vari, con nostra grande sospresa e delusione il negozio era gestito da una romana o giu di li, mentre la commessa era davvero figa….. Mentre torniamo ci fermiamo in uno dei tanti giardini sulla strada a fare una bella merenda tipica valdostana mentre ammiriamo cosa la natura ha creato….. Dobbiamo andare a cercare un nido per la notte e visto che vogliamo l’indomani vogliamo fare un giro nel parco nazionale del Gran Paradiso decidiamo di accasarci a Cogne, proprio sul confine del parco. Il campeggio Gran Paradiso ci ospiterà per la prima notte, si trova prorpio alla fine della strada, dentro alla vallata di Cogne, il clima non è ottimo, c’è molto vento e fa parecchio freddo, la nostra prima notte non è delle migliori, i sacchi a pelo fanno a mala pena il loro dovere e non dormiamo molto bene. La mattina ci svegliamo e ci viene l’idea di scappare e andare al mare, purtroppo è la nostra indole, ma resistiamo dobbiamo finire quello che abbiamo iniziato. Ci alziamo e smontiamo la nostra tenda, una rinfrescata nei bagni del campeggio, abbastanza puliti, e partiamo per vedere un pezzetto del gran paradiso. Facciamo qualche sentiero e per un paio di ore vi immergiamo nella natura più completa tra prati verdi e qualche mucca che bruca qua e la con i loro campanacci inconfondibili. Nel tornare ci fermiamo nel paese di Cogne e in una focacceria prendiamo una delle focacce e pizza più buone che io abbia mai mangiato, comlpimenti, non ricordo il nome se no lo metterei sicuramente. Nel pomeriggio facciamo una escursione verso il monte bianco, non mi ha enstusiasmato molto il tempo non era dei migliori e le nuvole coprivano la vetta più alta, deludente il paese di Courmayeur, da come me ne parlavano sembrava cgissa che cosa, non c’è veramente nulla, facciamo una sosta in un piccolo caseificio e anche quì un amara sorpresa. Una Cubana che vende i formaggi Valdostani, questo è troppo…..ma noi Italiani facciamo ancora qualche cosa con kle nostre mani?? Fra un po se andiamo avanti così sul parmigiano reggiano troveremo "made in china", a quel punto credo che mi suiciderò!!!!!! Scappiamo da quella valle deludente e ci dirigiamo verso Cervinia, incantevole valle….. Facciamo una teppa veloce al Lago Blu e a Cervinia, giusto per dare un occhiatina, poi dobbiamo andare a cercare un campeggio per la notte. Il lago blu con il Cervo a vista è davvero uno spettacolo ineguagliabile, mai visto roba simile, foto di rito, tempo non bellissimo ma tantoi torneremo il giorno seguente… Troviamo il camping Glair davvero una bella sistemazione, meglio organizzato del primo e ben riparato dal vento, montiamo la tenda e dopo una cenetta a base di prodotti tipici andiamo a letto, domani sveglia presto per andare al Cervino…. Al mattino è tutt’altra cosa, intanto il tempo è migliorato parecchio e il vento freddo si è calmato, ora si sta davvero bene. Prima di arrivare al lago blu facciamo una sosta al paesino prima per fare provviste in un forno dove hanno tutto il ben di Dio, acquistiamo focacce, pizze, tortine alla frutta e altre buonissime cose, poi ci sdraiamo davanti al cervino vicino al lago blu e ci lasciamo cullare dalla brezza mattutina. Colazione colossale. Molto bello il momento dove le mucche sono scese dai pascoli per abbeverarsi nel lago, davvero uno spettacolo. Il resto della giornata vogliamo provare a vedere la valle Val D’ayas, i primi 15 Km sono una desolazione poi l’ambiente cambia totalmente, diventa bello verde, vallate con giardini spettacolari dove centinaia di persone accendono miriadi di fuochi per fare la griglia. Arrivati fino in fondo alla valle facciamo un giretto nel paesino, piccolo ma molto carino, c’è addirittura un mercatino biologico. Nel tornare verso casa ci fermiamo anche noi in un boschetto e su una panchina ricavata da un tronco d’albero facciamo una mangiata di formaggi tipici, salumi e focacce. Purtroppo il week end è finito e dobbiamo tornare, il giorno dopo c’è il maledetto lavoro, ma tornerò…..
—————-
Parco Faunistico La Torbiera
Il Parco faunistico “La Torbiera” nasce in quella regione di confine fra Pianura Padana e Prealpi, caratterizzata da un clima mite e sempre umido. I numerosi laghetti che arricchiscono la regione hanno favorito l’affermasi di vegetazione di torbiera, ancora ricca si specie rettile. L’ambiente di torbiera nasce dall’accumulo progressivo delle parti morte di vegetali sul fondo dei laghi. Nel terreno bagnato la carenza di ossigeno impedisce i processi di ossidazione e la completa decomposizione delle piante. I resti vegetali si trasformano quindi solo parzialmente, diventando torba, e si raccolgono sul fondo, facendo progressivamente diminuire la profondità del bacino. In tal modo le piante della riva si possono spingere verso l’interno, riducendo, fino alla sua scomparsa, la superficie dello specchio d’acqua. Nella zona di Agrate Conturbia, dove il Parco faunistico “La Torbiera” è localizzato, è stata rinvenuta una stazione mesolitica, dalle caratteristiche archeologiche simili a quella dei vicini lagoni di Mercurago. l Masolitico rappresenta un periodo evolutivo di passaggio dalle glaciazioni alla fase neolitica, caratterizzato da un progressivo aumento della temperatura. Propria del periodo fu l’espansione di boschi di latifoglie e di querceto misto. E’ in questo passaggio che visse una popolazione dedita a caccia e raccolta. La torbiera di Agrate Conturbia nasce e si sviluppa al centro di un’area circondata da un bosco planiziale di ontani, farnie, betulle, castagni e salici. Nel secolo scorso i boschi paludosi occupavano grandi aree, prima che bonifiche e canalizzazioni di corsi d’acqua li riducessero a poche vestigia. L’ambiente naturale protetto della Torbiera facilita non solo la sopravvivenza e riproduzione degli animali residenti, ma anche quella di specie migratorie in transito. Il Parco faunistico “La Torbiera” è un lembo di terra salvatasi fortunatamente dall’azione dell’uomo. Esso si compone di una porzione aperta alla visita del pubblico e di un’area protetta, rifugio di animali e piante. L’area protetta copre un’estensione di circa 40 ettari, dove il bosco si apre in radure frequentate da caprioli, volpi, faine, rettili (prima fra tutte la vipera comune), falchi di palude e altre specie ornitologiche. Le zone umide sono popolate anche da anfibi (tritone), ardeidi, anatidi e rettili (biscia d’acqua). Alla vista l’area si mostra dolcemente ondulata, con leggere pendenze alternate a depressioni spesso occupate da alluvioni torbose e piccoli specchi d’acqua. Percorrendola incontriamo tre zone umide alimentate da acque meteoriche e/o di risorgiva, oltre a piccoli torrenti, polle e altre raccolte d’acqua. La temperatura raggiunge un massimo in luglio ed un minimo in gennaio (compresa fra 0°C e 5°C). Le piogge, tipiche del clima continentale, registrano un minimo in gennaio e due massimi, in primavera e in autunno. L’umidità sempre presente favorisce lo sviluppo della vegetazione igroscopica. La flora è tipica dei boschi di latifoglie caducifoglie mesofile (querceti) e delle zone umide. Le zone boschive, in cui la farnia (Quercus robur) è quasi sempre dominante, si alternano a prati umidi e zone destinate al pascolo. Nei querceti la betulla (Betula pendula) e il castagno (Castanea sativa) si localizzano nei tratti più aperti. Robinia (Robinia pseudoacacia) e quercia rossa (Quercus rubra), piante di origine nordamericana ormai naturalizzate nella zona, tendono a formare popolamenti puri. Il sottobosco è caratterizzato dalla presenza di felce aquilina (Pteridium aquilinum). Sulle rive dei laghetti troviamo una vegetazione tipicamente igrofila. Qui i boschi sono dominati da ontano nero (Alnus glutinosa), che forma una copertura omogenea e, grazie alla sua notevole capacità di rinnovazione, rappresenta la principale componente arbustiva. Molinia coerulea e Dryopteris carthusiana costituiscono in prevalenza lo strato erbaceo. Un grande va-lore floristico è dato dalla presenza di Agrostis canina e Viola palustris, specie legate agli ambienti torbosi dal significato di relitti microtermici. Nelle praterie igrofile Rhynchospora alba e Drosera intermedia e rotundifolia, molto rare in ambito regionale, sono da conside-rare relitti post-glaciali. Possiamo anche incontrare Montia fontana in pozze temporanee alimentate da acque di risorgiva, anch’essa rara in ambito regionale. Diverse specie del genere Sphagnum sono infine favorite dal microclima tipico della vegetazione di torbiera. La loro abbondanza conferisce alla torbiera l’aspetto tipico di formazioni analoghe del centro e nord Europa. Numerose sono le specie esotiche presenti nell’area; citiamo qui solo due esempi. Taxodium distichum, cipresso di palude, è un albero originario degli Stati Uniti, presente principalmente lungo le rive del lago piccolo, dove sembra occupare con successo gli spazi dell’ontano nero. e asiatica che si fa spazio nelle zone più luminose del bosco. Taxodium distichum, cipresso di palude, è un albero originario degli Stati Uniti, presente principalmente lungo le rive del lago piccolo, dove sembra occupare con successo gli spazi dell’ontano nero. e asiatica che si fa spazio nelle zone più luminose del bosco. L’abbondanza di pneumatofori, propria della specie, dimostra il suo adattamento alle condizioni asfittiche del suolo. Nel sottobosco dei querceti è possibile vedere piccoli aggruppamenti di Spiraea japonica (Rosaceae), un piccolo arbusto di origine asiatica che si fa spazio nelle zone più luminose del bosco.
Fonte: La Torbiera

