VIAGGIO
Abbiamo scelto Guadeloupe principalmente per fare una vacanza di mare. Inoltre, dato che una delle due ali dell’isola è coperta da una splendida foresta tropicale, c’è la concreta possibilità di alternare il mare alle escursioni nella foresta. In più si possono aggiungere escursioni sulle isole dell’arcipelago: Les Saintes, la Desirade e Marie Galante. Abbiamo notato che l’isola e le sue spiagge sono frequentate da molte persone di età non più giovanissima, anche settant’anni e più. Il posto è piuttosto sicuro anche se, come ormai anche a casa nostra, è necessario un minimo di attenzione (non lasciare l’auto aperta, mai i bagagli in vista, evitare di ostentare gioielli o comunque oggetti preziosi, nelle città è bene mantenersi alla larga dai quartieri notoriamente malfamati soprattutto di notte… ma non stiamo dicendo nulla di nuovo). La polizia è poco presente, praticamente assenti i posti di blocco; in compenso, diversi autovelox. Diversamente da altri nostri viaggi, essendo l’isola di dimensioni limitate, non abbiamo fissato l’itinerario prima di partire, preferendo organizzarci sul posto giorno per giorno. Il viaggio è stato suddiviso in due macro-tappe, che coincidevano con le due ali dell’isola, sette giorni su Basse Terre e dieci giorni su Grande Terre.
VOLO E ASSICURAZIONE
Abbiamo prenotato il volo alcuni mesi prima, al prezzo di 760,00 Euro a testa, utilizzando il sito
TUI (biglietto elettronico, che non necessita di riconferme per il ritorno), voli di linea
Air France da Milano Malpensa a Parigi CDG e
Corsairfly da Parigi Orly a Pointe a Pitre. Idem per il ritorno. A Parigi è necessario il trasferimento da un aeroporto all’altro: la compagnia
Car Air France effettua i collegamenti con autobus ogni mezz’ora e il transfer dura circa 45 minuti (costo 19,00 euro a persona per tratta). A differenza di altre nostre esperienze precedenti, questa volta non abbiamo stipulato una assicurazione personale, ma ci siamo affidati alla “buena suerte”. E ci è andata bene. In ogni caso eravamo pur sempre in Francia e probabilmente la nostra tessera sanitaria europea sarebbe stata sufficiente.
GUIDE E ATLANTI STRADALI
Guadeloupe non è enorme e quindi questa volta non abbiamo studiato un percorso prestabilito: ci è bastato documentarci su cosa vedere e dove andare, per poi lasciare tutto al caso una volta arrivati sul posto. Abbiamo utilizzato la Routard di Guadeloupe (acquistata su internet, in francese, perché in italiano non esiste ancora). Come sempre ci siamo dotati di una buona mappa: noi abbiamo acquistato via internet (a circa 20,00 Euro) la IGN (Institut Geographique National) scala 1:100.000, ottima cartina, particolareggiata, esauriente, chiara, manovrabile e impermeabile (per fortuna).
AUTONOLEGGI
Dopo una rapida consultazione dei principali siti di cui ci siamo serviti nei viaggi passati (
Thrifty,
Dollar,
Enoleggio ecc.) abbiamo notato che Guadeloupe non è così a buon mercato in campo di veicoli a noleggio. Noi avevamo bisogno di un mezzo per scorrazzare in assoluta libertà; gli spostamenti in autobus sarebbero stati troppo vincolanti. La prenotazione è stata fatta via internet, presso la
Rev Car, un autonoleggio indipendente che ci ha garantito gli spostamenti da/per aeroporto e ci ha messo a disposizione un catorcio di Fiat Punto rossa. Ma a noi non interessava un mezzo lussuoso, anzi, il rottame che ci hanno rifilato, pieno di ammaccature e rotture, ci ha permesso di vivere senza il patema del “graffietto”. Per 17 giorni completi abbiamo pagato la somma di 306,00 euro, tasse e assicurazioni comprese. Via internet solo la prenotazione; pagamento all’arrivo con carta di credito. Per Guadeloupe un 4x4 è assolutamente superfluo. Curiosità: molta gente utilizza ancora l’autostop.
STRADE
La rete stradale di Guadeloupe si avvicina molto allo standard europeo: tangenziali e autostrade su Grande Terre e comunque strade asfaltate e ben tenute in tutto il resto dell’isola, anche nei paesi più sperduti. Le autovetture che circolano sono quasi tutte di alto livello, con marche e modelli anche molto costosi. I Guadeloupensi hanno un modo abbastanza pittoresco per guidare. Il prezzo della benzina è attualmente leggermente più basso che in Italia, euro 1,18 il litro e i distributori sono disseminati ovunque. Le distanze, i limiti di velocità e i tachimetri delle macchine sono indicati in kilometri. Ovviamente guida a destra. Attenzione agli autovelox.
PAGAMENTI
Anche se siamo in mezzo ai Caraibi, siamo pur sempre Francia e quindi la moneta locale è l’euro. Anche i prezzi sono espressi in Euro, nel senso più costoso della parola. Comunque nei centri più importanti si può prelevare dagli sportelli automatici (ATM), utilizzando bancomat e carte di credito. La maggior parte dei supermercati, negozi ecc. accettano carte di credito (loro ne hanno un tipo che non prevede la firma come da noi). I distributori di benzina accettano le carte di credito e, udite udite, a differenza di quello che accade da noi, non vengono applicate le commissioni.
LINGUA
Retaggio della colonizzazione dei secoli passati, la lingua ufficiale è il francese. Il francese…. E basta! Non si parla una parola di inglese o di spagnolo. Qua siamo in Francia e i francesi, anche se d’oltremare, sono piuttosto testoni. Mentre il resto del mondo ha da secoli adottato l’inglese come lingua veicolare, i francesi se ne sbattono altamente e continuano con il loro idioma, convinti che sia il più importante di tutti. Per rendersi conto di questa cocciutaggine, basta guardare la porta di un bagno qualunque: nel resto del mondo ci sarebbe scritto sopra WC, qua c’è scritto “toilette”. All’aeroporto non si troverà mai l’indicazione di “business class”, ma semplicemente di “affaires”.
POPOLAZIONE
A parte una minoranza di Bretoni sull’isola di Desirade e di bianchi nella città principale, il resto dei bianchi che si incontrano in giro è formato totalmente da turisti. Gli abitanti di Guadeloupe sono neri (con diverse sfumature), tutti di provenienza africana, deportati da queste parti durante l’epoca dello schiavismo. E’ il motivi principale per cui gli attuali abitanti di Guadeloupe di colore ce l’hanno ancora tanto con i bianchi. A pensarci bene, forse farebbero meglio ad erigere dei monumenti ai bianchi: è vero che c’è stato lo schiavismo, ma è bene che si mettano in testa che il fenomeno ha riguardato i bisnonni dei loro bisnonni, son tempi passati. Oggi questi signori fanno una vita che non è nemmeno paragonabile a quella delle popolazioni di certi paesi del Centro America, se la passano piuttosto bene (strade, belle auto, servizi, internet, turismo, stipendi più che dignitosi ecc.). Forse se non ci fosse al comando un paese europeo, Guadeloupe potrebbe essere ancora al livello di Haiti. Dell’antica popolazione dei tainos, che dominava da queste parti ai tempi dell’arrivo di Colombo, non c’è più traccia. Un consiglio: chiedere sempre il permesso prima di fare fotografie alle persone, potreste ricevere degli insulti, lo abbiamo provato sulla nostra pelle e non ci vanno leggeri, è una cultura diversa, impariamo a rispettarla...
HOTEL & MOTEL
L’offerta è piuttosto varia, si trovano strutture economiche e altre di lusso: Resort, hotel, ma anche “gites”, casette rurali a basso costo che possono essere affittate per una settimana o più. Noi abbiamo scelto proprio queste, prenotando dall’Italia dopo una ricerca su internet e contattando direttamente i proprietari via e-mail e pagando gli acconti degli affitti (generalmente attorno al 25-30% del totale) con vaglia postali (un mezzo un po’ costoso, da 5 a 10 euro a seconda del valore, ma molto rapido e sicuro). Saldo rigorosamente in contante all’arrivo. Per motivi di praticità, dato che Guadeloupe è un’isola a forma di farfalla, abbiamo affittato una piccola casetta rurale su Basse Terre per una settimana e un’altra casetta su Grande Terre per dieci giorni. Mentre in occasione di altri viaggi non abbiamo prenotato nulla se non la prima e l’ultima notte, in questo caso abbiamo preferito affittare due “punti di riferimento” dai quali partire al mattino e fare ritorno alla sera. L’isola non è di dimensioni gigantesche e così non era necessario strutturare un viaggio on the road. Abbiamo speso 263,00 euro per sette notti in un “gite” nei pressi di Vieux Habitants (Basse Terre) e 480,00 euro per dieci notti in un bungalow a Gosier (Grande Terre). Entrambe le sistemazioni erano molto più che soddisfacenti, tutti con cucina perfettamente attrezzata, camera da letto, bagno, veranda e barbecue.
MANGIARE
Nonostante ci troviamo in un paese in mezzo mare, scordatevi di mangiare pesce. I Guadeloupensi non amano sbattersi troppo e cucinare un pollo alla griglia è molto più semplice che alzarsi prima dell’alba per andare a pesca ecc. Pollo, riso e patate si trovano ovunque. E’ interessante assaggiare la cucina creola, anche se può riservare delle sorprese non sempre positive. La Francia ha esportato le “boulangeries”, praticamente fornai che si trovano ovunque e che producono baguettes e grissini da sballo, oltre che croissant e dolci da urlo.
CLIMA
Noi siamo andati tra dicembre e gennaio, cioè nel culmine della stagione secca, proprio per non avere problemi. Sulla carta sarebbe il periodo migliore ed infatti lo è stato. La temperatura si aggirava attorno ai 28° con un basso tasso di umidità, sempre leggermente ventilato. Non abbiamo mai dovuto fare ricorso all’aria condizionata, né in auto né in camera. A dire il vero non abbiamo nemmeno dovuto utilizzare i ventilatori a pale.
ACQUISTI
Se qualcuno crede di poter tornare con una valigia piena di souvenir tipici, ha sbagliato tutto: non c’è uno straccio di prodotto tipico né di artigianato locale. Al massimo si possono acquistare spezie (queste si in gran quantità nei mercatini) e magari, a chi piace, il rum. Per quanto riguarda il resto, i prezzi sono tutti piuttosto elevati, a partire dalle bancarelle di frutta, dove si penserebbe di fare affari d’oro, mentre è facile essere spennati.
ISOLE
Guadeloupe non è solo un’isola, ma un arcipelago formato da divese isole (Les Saintes, Marie Galante, Desirade ecc.) che possono essere raggiunte grazie ai collegamenti giornalieri operati da alcune compagnie marittime a prezzi abbastanza onesti. Il viaggio più corto è quello da Trois Rivières per Les Saintes (solo 15 minuti); più impegnativo è quello per Marie Galante (un’ora). Le partenze vengono effettuate dai centri principali (Pointe a Pitre, Sainte Anne, Saint Francois) e permettono di vedere alcune delle spiagge più belle dell’arcipelago. Per evitare contrattempi (per esperienza personale) è meglio attrezzarsi di pastiglie contro il mal di mare. Il braccio di mare per Marie Galante è solo apparentemente tranquillo e non sempre la barca usata per la traversata è sufficientemente grande da attutire il mare agitato.
SALUTE E VACCINAZIONI
A differenza di altri viaggi, non abbiamo stipulato un’assicurazione sanitaria prima di partire. Non ci siamo nemmeno sottoposti ad alcun tipo di vaccinazione (antimalarica, anti febbre gialla ecc.), pur essendo coperti con vaccinazioni antitetanica, antidifterica, anti epatite A e B. L’unica scocciatura può essere data dai “mosquitos”, minuscole e pestifere zanzare che, a differenza delle nostre, pungono in maniera impercettibile, iniettando sostanze tossiche. Solo dopo ore, quando la parte interessata comincia a gonfiarsi e ad arrossarsi, ci si accorge di essere stati punti. Il prurito è a volte insopportabile e costringe a grattarsi anche se non si vorrebbe; naturalmente più ci si gratta, più si peggiora la situazione. I nostri normali repellenti (tipo autan o off) non funzionano per niente, così come i nostri prodotti per lenire il prurito. Attenzione alle scolopendre, parenti dei nostri millepiedi, ma lunghi fino a venti centimetri, che sono in grado di dare qualche grattacapo in caso di morso. Occhi aperti per i mancenilliers, piante altamente velenose dalla radice fino alle foglie; i frutti, simili alle mele, se ingeriti possono mandare al creatore. Buona parte è segnalata con un giro di vernice rossa sul tronco, ma non sempre.