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VIAGGIO
La maggior parte dei turisti arrivano in Belize per starsene sugli atolli o fare
immersioni. E come dar loro torto, dal momento che la barriera corallina davanti
al paese è la seconda più grande al mondo dopo quella australiana. Però dopo la
nostra esperienza, possiamo dire che il Belize non offre solo il mare, ma anche
molte altre opportunità. Gli amanti dell’archeologia avranno pane per i loro
denti con le numerose rovine maya (Altun
Ha,
Lamanai,
Xunantunich,
Caracol,
Cerros,
Lubaantun,
Uxbenka,
Cahal
Pech… e molte altre), ognuna delle quali ha caratteristiche peculiari
interessanti: alcune possono essere raggiunte anche in barca, altre solo con una
scorta di militari (Caracol, a causa dei banditi del Guatemala che ogni tanto
sconfinano e vengono a rompere le palle), alcune sono in riva al mare, altre in
mezzo alla giungla ecc. Il Belize è uno dei paesi al mondo che presentano la più
grande biodiversità, sia per quanto riguarda le specie terrestri di animali e
piante, ma anche per quelle marine ed è quindi a meta ideale per gli amanti
della natura: numerosissimi sono i parchi naturali visitabili (con o senza
guida) a piedi per i sentieri nelle foreste oppure in macchina. Gli animali
selvatici in natura sono difficilmente avvistabili (a parte gli uccelli): per
questo il Belize Zoo può essere molto interessante. Gli amanti del birdwatching
sono serviti: ci sono oasi naturalistiche indimenticabili, come
Crocked Tree. Il Belize dell’entroterra è
un’ottima alternativa ai classici viaggi organizzati, è adattissimo al turismo
fai da te dove lo spirito di adattamento è indispensabile. Difficilmente
un’agenzia viaggi, abituata a vendere pacchetti preconfezionati, in strutture di
alto livello, potrebbe costruire un viaggio come il nostro. La meta non è ancora
frequentata dal turismo italiano come lo Yucatan e, per la nostra esperienza, è
assolutamente tranquilla dal punto di vista politico e della sicurezza in
genere. Ovviamente, come ormai anche a casa nostra, è necessario un minimo di
attenzione (non lasciare l’auto aperta, mai i bagagli in vista, evitare di
ostentare gioielli o comunque oggetti preziosi, mantenersi alla larga dai
quartieri notoriamente malfamati soprattutto di notte… ma non stiamo dicendo
nulla di nuovo). L’unico posto non sicuro, con delinquenza molto diffusa, è
Belize City: ma dal momento che non si tratta di una bella città né ha
particolari attrattive turistiche, è sufficiente starne alla larga. Il resto del
paese è assolutamente sicuro. La polizia è poco presente, pochissimi i posti di
blocco (a differenza della Baja California, per esempio). Come sempre prima di
partire abbiamo fissato un itinerario di massima che abbiamo progettato in base
a quello che avremmo voluto vedere: i parchi naturali, le rovine maya, le coste
e le isole (che purtroppo non siamo riusciti a visitare), documentandoci quasi
esclusivamente su internet. Il viaggio è stato suddiviso in tappe di due/tre
giorni in ogni zona di interesse, facendo riferimento ad un hotel per la notte e
visitando le vicinanze durante il giorno. Non vorremmo deludere nessuno, ma,
come già successo in passato, il piano di viaggio è stato stravolto quasi
subito. Capita infatti che da casa, su internet o sulle guide, si abbia una
determinata percezione di un posto che poi nella realtà si presenta
completamente diverso. Solo sul posto si possono fare valutazioni più concrete e
con un viaggio non preconfezionato la libertà di variazione dei piani è massima.
VOLO E
ASSICURAZIONE
Abbiamo prenotato il volo alcuni mesi prima, al prezzo di 860,00 Euro a testa,
utilizzando il sito
TUI (biglietto elettronico, che non necessita
di riconferme per il ritorno), voli di linea
American Airlines Milano Malpensa-New York, New
York-Miami e Miami–Belize City per l’andata; per il ritorno ancora American
Airlines per i voli Belize City–Miami, Miami–Londra e volo British Airways
Londra Heathrow–Milano Malpensa. Mentre in altre occasioni
TUI
si è dimostrata una organizzazione molto brillante, questa volta non possiamo
dare un giudizio altrettanto positivo: solo dieci giorni prima della partenza ci
sono state comunicate variazioni per il volo di ritorno Londra-Milano (molto
strane su una tratta frequentissima e frequentatissima come questa), che ci
avrebbero costretti ad una sosta forzata di una notte a Londra. Successivamente
ci sono state comunicate via mail ulteriori variazioni in corso di viaggio
(rinvenute per puro caso grazie ad un’incursione in un internet point) che
riconducevano i voli agli orari originari. Nonostante ciò, a Londra abbiamo
avuto ugualmente alcuni problemi. Un servizio non impeccabile quindi. A
differenza di altre nostre esperienze precedenti, questa volta non abbiamo
stipulato una assicurazione personale; siamo affidati alla “buena suerte”. E ci
è andata bene.
GUIDE
E ATLANTI STRADALI
Abbiamo studiato il percorso con la
Lonely Planet e con la
Moon (acquistate su internet, in inglese,
perché in italiano non esistono ancora), integrandole a vicenda. Si sono
rivelate entrambi ottimi strumenti, prima per lo studio e la preparazione del
viaggio e poi come supporti in loco. Per un buon viaggio “on the road” è
necessaria una buona mappa: noi abbiamo acquistato via internet (a circa 20,00
Euro) la
ITMB scala 1 : 250.000, ottima cartina,
particolareggiata, esauriente, chiara, manovrabile (il paese viene diviso in
due, la parte nord su una facciata, la sud sull’altra).
AUTONOLEGGI
Il Belize può essere visitato a basso costo utilizzando tranquillamente i
pittoreschi autobus gialli. Naturalmente in questo modo la propria autonomia è
piuttosto pregiudicata. Per scorrazzare in assoluta libertà il modo migliore
resta quello di noleggiare un’auto. Abbiamo provato a fare ricerche sugli
autonoleggi tradizionali già utilizzati altre volte in Centro America, ma non
abbiamo avuto riscontri soddisfacenti. La prenotazione è stata fatta via
internet, presso la
Buy Belize, che si è poi rivelata una mezza
chiavica: poche auto, assolutamente non ben tenute, alcune anche con problemi
seri (gomme lisce, trazione integrale non funzionante, cinture bloccate). Per un
Toyota Four Runners con cambio automatico abbiamo pagato la somma di 962,00 usd
per sedici giorni, assicurazioni comprese (anche se il preventivo via mail era
più alto). Purtroppo avevamo prenotato un 4x4 ma ci siamo ritrovati con un
fuoristrada con sole due ruote motrici, e considerato che il tragattino non
aveva altre macchine a disposizione, ci siamo dovuti accontentare. Nota
positiva: l’auto che ci è stata consegnata era già talmente sporca e distrutta
che se l’avessimo restituita con qualche piccolo danno in più, nessuno se ne
sarebbe accorto. Con il senno di poi sarebbe stato sufficiente noleggiare
un’auto direttamente presso gli autonoleggi all’aeroporto, c’erano proprio tutti
(Avis, Thrifty ecc.) e avremmo anche speso meno. Considerate le condizioni
generali delle strade, ci sentiamo comunque di consigliare assolutamente un
fuoristrada (una utilitaria non sarebbe sufficiente).
STRADE
La rete stradale del Belize è molto semplice, ci sono tre highway: la Northern
(da Belize City a Corozal), la Southern (da Dangriga a Punta Gorda) e la Western
(da Belize City a San Ignacio). In più c’è la
Hummingbird Highway da Belmopan a Dangriga.
Signore e signori, queste quattro arterie sono le uniche pavimentate di tutto il
paese e le uniche che hanno qualche segnale stradale. Tutte le altre strade,
compresa la Coastal Highway da Dangriga a Democracia sono completamente sterrate
(terra, sassi e buche, per intenderci) e la segnaletica stradale è del tutto
inesistente, non ci sono né indicazioni di località né di direzione. E’
fondamentale quindi una buona mappa e un discreto senso dell’orientamento. Si
guida a destra (come da noi) ma i beliziani hanno un modo tutto loro di andare
per strada. Praticamente inesistenti sono le berline personali: molti utilizzano
dei fuoristrada o dei pickup: la gente sale sui cassoni posteriori senza tante
storie. Il prezzo della benzina, che viene venduta a galloni (1 gallon = 3,78 lt),
è da far incazzare anche un sant’uomo: circa 4,60 dollari beliziani al gallone
(qualcosa come 0,60 usd al litro, che al cambio corrente sono circa 45 centesimi
di euro…!). Le distanze, i limiti di velocità e i tachimetri delle macchine sono
indicati in miglia.
PAGAMENTI
La moneta locale è il “dollaro beliziano”; per comodità il dollaro deliziano è
legato al dollaro americano nel rapporto di 2 a 1. Qualunque sia la fluttuazione
del dollaro americano, tutti i prezzi esposti possono essere comodamente
tradotti in usd dividendo per due. La moneta americana è accettata ovunque come
se fosse quella locale. Siamo partiti dall’Italia con 800,00 usd in contanti in
due, ma in Belize le carte di credito sono ampiamente diffuse (anche nei
negozietti maya). Comunque nelle città e nei paesi più importanti si può
prelevare dagli sportelli automatici (ATM), utilizzando bancomat e carte di
credito. I distributori di benzina accettano le carte di credito e, udite udite,
a differenza di quello che accade da noi, non vengono applicate le commissioni.
LINGUA
Siamo nel cuore dell’america centrale, ma la lingua ufficiale è l’Inglese (il
Belize fino agli anni 80 era una colonia inglese con il nome di Honduras
Britannico). Lo Spagnolo è comunque piuttosto diffuso.
POPOLAZIONE
Sebbene il Belize sia vasto un po’ meno della Toscana e sia popolato da meno di
300.000 abitanti, non esiste una vera razza beliziana, ma diversi gruppi etnici
che tendono a mantenere integra la loro identità e a non mescolarsi gli uni con
gli altri. Ci sono maya, garifuna (neri), rastafarian, mestizos (meticci),
bianchi (europei e nordamericani), cinesi, indiani, senza dimenticare i
mennoniti, una comunità protestante di origine tedesca insediatisi nel Belize
alla fine degli anni ’50. Un quarto degli abitanti del paese risiede a Belize
City. Una curiosità: abbiamo notato che quando piove la gente, anziché
ripararsi, gira tranquillamente senza ombrello e si becca tutta l’acqua.
HOTEL
& MOTEL
L’offerta è piuttosto varia, ma
generalmente non si trovano strutture di lusso, se non in certi resort sugli
atolli. Noi non abbiamo prenotato niente dall’Italia (tranne l’ultima notte in
un hotel davanti all’aeroporto per ovvi motivi di comodità) e abbiamo fatto
bene, visto che i nostri piani di viaggio vengono cambiati di giorno in giorno
alla velocità della luce, secondo le nostre sensazioni del momento; quindi avere
i pernottamenti già fissati sarebbe stato solo un intralcio. Quella di non
prenotare è stata una scelta azzeccata, dato che sul posto si trovano tante
sistemazioni a basso costo e dignitose (attorno a 70,00 bze per camera doppia
con bagno) che non si scovano su internet o sulle guide; inoltre il periodo che
abbiamo scelto (gennaio-febbraio) non essendo alta stagione ci dava la
tranquillità di non trovare tutto esaurito.
MANGIARE
Nonostante ci troviamo in un paese davanti al mare, scordatevi di mangiare
pesce. I beliziani non amano sbattersi troppo e cucinare un pollo è molto più
semplice che alzarsi prima dell’alba per andare a pesca ecc. Pollo, riso e
fagioli si trovano ovunque. E’ interessante assaggiare la cucina criolla, anche
se può riservare delle sorprese non sempre positive (uso indiscriminato di
spezie e di condimenti dolciastri) e la cucina maya. Gli amanti del ristorante
cinese possono dormire sonni tranquilli: ce ne sono ad ogni angolo di strada.
Stranamente abbiamo trovato pochissimi ristoranti italiani e pizzerie. Non che
ne sentissimo la mancanza, è solo una semplice constatazione. Del resto la
cucina italiana è a nostra disposizione tutto l’anno: sarebbe assurdo andarla a
cercare in capo al mondo per rimanere delusi.
CLIMA
Noi siamo andati tra gennaio e febbraio, cioè nel culmine della stagione secca,
proprio per non avere problemi. Sulla carta sarebbe il periodo migliore.
Purtroppo invece abbiamo passato almeno un terzo del viaggio ad imprecare contro
il maltempo e la pioggia. Deduciamo che non si tratta di stagione secca o umida,
ma semplicemente di “culo”, che noi purtroppo non abbiamo avuto. Nei giorni di
bel tempo comunque la temperatura si aggirava attorno ai 28° e l’umidità si
manteneva su livelli più che accettabili. Non abbiamo mai dovuto fare ricorso
all’aria condizionata, né in auto né in camera. A dire il vero non abbiamo
nemmeno dovuto utilizzare i ventilatori a pale.
ACQUISTI
In Belize i soldi devono essere spesi assolutamente per gli ingressi alle rovine
maya, per gli ingressi ai parchi naturali e per andare a visitare le isole sulla
barriera corallina. Se proprio si vuole acquistare qualcosa, meglio puntare
sull’artigianato maya (sculture, monili, unguenti ecc.).
SALUTE E VACCINAZIONI
Come abbiamo già detto, abbiamo preferito non stipulare un’assicurazione
sanitaria prima di partire. Non ci siamo nemmeno sottoposti ad alcun tipo di
vaccinazione (antimalarica, anti febbre gialla ecc.), pur essendo coperti con
vaccinazioni antitetanica, antidifterica, anti epatite A e B.
L’unica scocciatura può essere data dai “mosquitos”, minuscole e pestifere
zanzare che, a differenza delle nostre, pungono in maniera impercettibile,
iniettando sostanze tossiche. Solo dopo ore, quando la parte interessata
comincia a gonfiarsi e ad arrossarsi, ci si accorge di essere stati punti. Il
prurito è a volte insopportabile e costringe a grattarsi anche se non si
vorrebbe; naturalmente più ci si gratta, più si peggiora la situazione. I nostri
normali repellenti (tipo autan o off) non funzionano per niente, così come i
nostri prodotti per lenire il prurito. Meglio affidarsi a repellenti e unguenti
prodotti in Belize con le piante della foresta, come la linea Rainforest
Remedies (per questa pubblicità chiederemo un sostanzioso contributo all’azienda
interessata). |