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18/08/2006 –
CORRALEJO, EL COTILLO (KM 100)
Sbarchiamo a Fuerteventura con un volo
della Binter Canarias provenienti da La
Gomera via Tenerife Nord. All’aeroporto
ci attende la fedele Cicar (compagnia
canaria di noleggio auto, affidabile ed
economica) che ci consegna la nostra
auto dei prossimi quattro giorni. Si
legge ovunque che Fuerteventura ha le
spiagge più belle d’Europa e siccome non
vediamo l’ora di verificare, inforchiamo
subito la FV1 verso Corralejo (costa
nord , 40 km dall’aeroporto) per mollare
i bagagli nella nostra nuova cameretta e
buttarci al mare. Il nostro appartamento
si trova nel complesso turistico Las
Olas a Corralejo, non lontano dal
centro: è una specie di loft, con
soggiorno con grandi vetrate sul
giardino, angolo cottura (che non ci
sogniamo neanche di sporcare!), zona
notte con un bagno che sembra una
discoteca; la colazione è inclusa e a
buffet. Per la verità la nostra
sistemazione doveva essere un’altra:
avevamo prenotato dall’Italia, tramite
internet su Hotelkey, un piccolo ed
economico residence direttamente sulla
spiaggia di El Cotillo, ma alcuni giorni
fa, mentre eravamo ancora a La Gomera,
gli operatori Hotelkey ci hanno
contattati al telefono per informarci
che a causa di un disguido la struttura
da noi prescelta era in overbooking. In
questi casi il tour operator deve
garantire una sistemazione di livello
pari o superiore senza alcun
sovrapprezzo e noi ci ritroviamo
catapultati in un ottimo residence con
piscina alla modica cifra di 209,00 Euro
totali, compresa la colazione a buffet.
Un affare. Festeggiamo l’evento
trascorrendo il resto del pomeriggio
sulle dune di Corralejo, un posto magico
a pochi km da casa nostra, con spiagge
bianche e acqua azzurra e trasparente
come ai carabi. Le spiagge di questo
posto fanno parte delle ultime
propaggini del Parco Naturale di
Corralejo, una distesa di dune come il
deserto del Sahara. Breve spostamento
verso ovest, superando Corralejo, per
andare ad aspettare il tramonto in quel
posto che noi battezzeremo “il
santuario”: Playa El Cotillo. E’ una
spiaggia lunga diversi chilometri, alla
quale si accede solo a piedi dopo avere
lasciato l’auto sulla scogliera: la
sabbia è dorata, il mare azzurro-verde,
pulito e sempre in discreto movimento,
per la gioia di surfer e kitesurfer che
qui trovano pane per i loro denti. Il
posto è bellissimo e noi torneremo in
pellegrinaggio al santuario tutte le
sere della nostra permanenza a Fuerte.
19/08/2006 –
CALETA DE FUSTE, ANTIGUA, BETANCURIA,
LOS MOLINOS (KM 180)
Siccome è
sabato ne approfittiamo per andare fino
a Caleta de Fuste dove oggi si tiene il
mercato settimanale, che a quanto pare
deve essere molto pittoresco. Caleta de
Fuste è una località sulla costa est,
quindici chilometri a sud di Puerto del
Rosario, con grandi alberghi ed
insediamenti turistici. Puerto del
Rosario è orrenda, non vale neanche la
pena di fare una sosta e per questo
utilizziamo con grande piacere la
tangenziale. L’unica cosa decente è la
spiaggia (Playa Blanca) tra l’abitato e
l’aeroporto. Veramente dal mercatino di
Caleta de Fuste ci aspettavamo qualcosa
di più, magari aloe, sculture,
vasellame… boh. Invece gli espositori
sono quasi tutti africani che vendono i
medesimi oggetti che si trovano nelle
nostre fiere: le solite maschere e
sculture in legno, i soliti tappeti,
oltre agli immancabili occhiali e
cinture. La nostra sosta a Caleta non
dura molto perché anche la spiaggetta,
rossastra e con acqua non favolosa, non
è granchè e non stendiamo neanche il
salviettone. E siccome oggi è stato
ormai battezzato come il “giorno del
giro culturale” continuiamo sulla FV2
verso sud, inoltrandoci verso l’interno
alla scoperta di Antigua, la vecchia
capitale di Fuerte. Paesino piccolo,
grazioso, con la classica chiesa bianca
(un classico dei paesi ispanici) in
mezzo alla piazza principale. Alla fine
Antigua è tutta qui. Si riprende la
strada (la FV50) che ci porta fino a
Morro Velosa a 610 mt, uno dei punti più
alti di tutta l’isola, dove c’è uno dei
mirador più spettacolari di tutta Fuerte,
con un vento da paura. Fuerte è un’isola
arida e piuttosto piatta, dove i colori
dominanti sono il giallo e il marrone,
non ci sono catene montuose e i picchi
più elevati si aggirano intorno ai 650 –
700 mt, quindi i venti fanno quello che
vogliono e la spazzano continuamente,
mantenendola libera dalle nuvole.
All’interno non ci sono boschi e neanche
alberi, solo alcune palme qua e là;
l’unica pianta veramente diffusa è
l’aloe che trova il suo habitat naturale
in questo clima semi desertico e che
viene utilizzata artigianalmente per la
produzione di creme. Oltre Morro Velosa
arriviamo a Betancuria, un piccolo
paesino-gioiello dominato da Casa Santa
Maria, una imponente costruzione bianca
del XVI secolo, con piccole finestre e
tetti di coppi, a metà tra un castello e
un edificio religioso. Il viaggio
culturale volge al termine perché il
richiamo della spiaggia è ormai troppo
forte, ma siamo comunque incuriositi
dalla costa ovest, che a occhio e croce
dovrebbe essere quella più selvaggia,
dobbiamo vederla. Sulla strada per la
Oliva facciamo una deviazione verso
ovest e alla fine di una stretta strada
ci ritroviamo a picco sull’Atlantico:
siamo a Los Molinos, niente spiagge, ma
scogliere, sassi e un oceano
incazzatissimo. In compenso c’è un
piccolo e ottimo ristorante di pesce sul
mare. Si riparte e sulla strada verso
nord facciamo una brevissima sosta a
Casillas del Angel per dare un’occhiata
alla facciata della Iglesia de Santa Ana,
unica nel suo genere perché
completamente nera (costruita con pietra
lavica). Lo avevamo detto che si
trattava di una giornata culturale. Gran
finale alla spiaggia di El Cotillo, come
promesso.
20/08/2006 –
PENISOLA DI JANDIA (KM 300)
Il giro
di oggi è piuttosto ambizioso perché
prevede una trasferta fino all’estremo
sud dell’isola, nella penisola di Jandia.
Dopo circa un paio di ore di auto
arriviamo a Costa Calma, località piena
di palme, frequentata soprattutto da
turisti inglesi e tedeschi: da qui in
poi la strada è un susseguirsi di
splendide vedute su un’unica grande
spiaggia bianca lunga 18 km con un mare
dai colori caraibici. Eccoci a Morro
Jable, l’ultimo paese della penisola,
parcheggiamo l’auto e ci buttiamo sulla
Playa de Matorral: sabbia bianca e mare
bellissimo, naturalmente molto
frequentata, ma gli spazi sono immensi e
non si corre il rischio di avere
l’effetto “Rimini”. Qualche ora di sole
& mare e poi la nostra continua fame di
viaggio ci spinge risalire la penisola
fino a Playa Sotavento, già vista dai
mirador questa mattina; anche qui è come
essere ai caraibi. Dato che il vento non
manca, i surfisti abbondano. Il viaggio
di oggi è piuttosto impegnativo, ma con
quello che costa la benzina alle Canarie
(circa 0,95 Euro al litro), ogni pieno è
una pacchia, mentre in Italia ogni
rifornimento si affronta con l’allegria
di un funerale. Durante il nostro
viaggio a ritroso, poco dopo Costa Calma
imbocchiamo a sinistra la strada per “La
Pared”,che la mappa ci indica come
“posto interessante”. A La Pared
troviamo un villaggio turistico di alto
livello (= per ricchi), ma non sembra
esserci altro; ci spingiamo più avanti,
verso la scogliera, almeno per vedere il
mare. Ecco cosa c’è di interessante:
sotto la scogliera dove abbiamo
parcheggiato l’auto c’è una bellissima
spiaggia scura lunga almeno un centinaio
di metri, protetta su tre lati dalle
“pareti” della montagna (ecco perché si
chiama “La Pared”), una specie di
piccolo El Cotillo, molto meno
conosciuto e frequentato. Bingo, abbiamo
trovato un altro posto da favola e
restiamo qui fino al tramonto. Durante
il ritorno troviamo il tempo per una
breve sosta a Tarajalejo, ma solo per
dare un’occhiata e toccare la sabbia di
questa spiaggia che è nera e finissima.
A Fuerte ci sono proprio tutti i tipi di
sabbia. E il gran finale? Ma davanti ad
una favolosa grigliata mista di pesce al
nostro ristorante ufficiale, La Marisma
a El Cotillo. Per la cronaca, siamo
venuti a banchettare in questo
ristorante per tutte e quattro le sere
del nostro soggiorno a Fuerteventura;
grigliate e fritti misti ci sono costati
un massimo di 29,00 euro in due. Questa
è vita.
21/08/2006 –
CORRALEJO & EL COTILLO (KM 80)
Dopo
avere macinato chilometri e chilometri
negli ultimi giorni, ci meritiamo (è
molto faticoso stare in vacanza,
spiagge, sole e mare debilitano molto)
una giornata di riposo totale. Faremo
quindi i randagi tra le spiagge vicine
al nostro covo. Naturalmente in
mattinata si parte dalle dune di
Corralejo, dove ci sono un gran numero
di signore spiagge (Playa Bajo Negro,
Playa del Moro, Playa de Corralejo); la
cosa favolosa è che, una volta
individuato il posticino dove vorrai
sistemarti, basta parcheggiare e
scendere al mare armati solo di
salviettone e crema. E’ tutto libero e
gratuito. E poi, a coronamento di tutto,
parte del pomeriggio e il tramonto a “El
Cotillo”, per l’ultimo saluto. Domani
avremo il volo per Gran Canaria, dove
abbiamo trovato un bungalow
(naturalmente su internet, Expedia)
proprio in centro a Maspalomas, per la
modica cifra di 115,00 Euro per due
notti. Ne approfitteremo per dedicare
gli ultimi due giorni del nostro viaggio
canario ad un veloce e piacevole ripasso
di quanto già visto durante il nostro
soggiorno nello scorso mese di ottobre.
Certi posti (Dune di Maspalomas, Anfi
del Mar, Amadores ecc.) meritano di
essere rivisti. Poi il 24 la Binter
Canarias ci riporterà in Italia.
Fuerteventura ha veramente le spiagge
più belle d’Europa.
Filippo e
TripFabio |