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VIAGGIO
Per chi ama il mare, la tranquillità, la solitudine delle distese desertiche e
naturalmente il viaggio randagio fai da te, la Baja California può essere
un’ottima alternativa ai classici viaggi organizzati.
La meta non è ancora frequentata dal turismo italiano come lo Yucatan e, per la
nostra esperienza, assolutamente tranquilla dal punto di vista politico e della
sicurezza in genere. Ci sono numerosi posti di blocco fissi lungo tutta la
strada, dove vengono attuati controlli molto scrupolosi con perquisizione della
macchina.
Ovviamente, come ormai anche a casa nostra, è necessario un minimo di attenzione
(non lasciare l’auto aperta, mai i bagagli in vista, evitare di ostentare
gioielli o comunque oggetti preziosi, mantenersi alla larga dai quartieri
notoriamente malfamati soprattutto di notte… ma non stiamo dicendo nulla di
nuovo).
Come sempre prima di partire abbiamo fissato un itinerario di massima che non è
stato molto difficile progettare: la strada è una sola e quindi non ci sono
alternative, andata e ritorno, Tijuana-Los Cabos-Tijuana.
Siccome volevamo farci un viaggio soprattutto improntato sul mare, ci siamo
documentati con internet e varie guide sui posti più interessanti (Bahia Los
Angeles, Mulegé e Bahia Concepcion, La Paz, Cabo Pulmo, Los Cabos, Todos
Santos…) ed abbiamo suddiviso il percorso in tappe, alternando giorni di puro
spostamento (anche con oltre 700 km) a soste di due o più giorni nelle zone più
attraenti.
Effettivamente ci sarebbero stati anche altri posti da vedere, ma la durata del
viaggio è comunque limitata ad un numero di giorni che ti costringe a fare delle
scelte: quindi abbiamo volutamente scartato a priori alcune località, per
esempio San Felipe sul Mar di Cortez.
VOLO E ASSICURAZIONE
Abbiamo prenotato il volo alcuni mesi prima, al prezzo di 600,00 Euro a testa
(il prezzo è molto buono anche perché il periodo non è ancora di alta stagione)
direttamente sul sito dell
U.S.Airways (biglietto elettronico, che non necessita
di riconferme per il ritorno), volo di linea da Milano Malpensa a doppia tratta
con stop e cambio a Philadelphia sia in andata
che in ritorno con destinazione San Diego, California.
Abbiamo scelto di volare su San Diego perché un volo con destinazione finale
“Messico” (Tijuana, Los Cabos, La Paz ecc.) avrebbe richiesto quasi sicuramente
una ulteriore tratta aerea, oltre ad essere molto più caro.
A differenza delle nostre esperienze precedenti, questa volta non abbiamo
stipulato una assicurazione personale; lo avevamo fatto in precedenza per Stati
Uniti e Porto Rico, dove in caso di sfiga le spese mediche sono salatissime. Qui
invece ci siamo affidati alla “buena suerte”.
GUIDE E ATLANTI STRADALI
Abbiamo studiato il percorso con la Lonely Planet e con la
Rough Guide (in
inglese, perché in italiano non esistono ancora), integrandole a vicenda.
Sono anni che usiamo la Lonely Planet e, a parte poche eccezioni, è sempre stata
un buono strumento (ricerca di hotel e motel, ristoranti a basso costo,
particolarità da vedere). Ci aspettavamo qualcosa di più dalla
Rough Guide, che
abbiamo utilizzato per la prima volta: pensavamo che fosse molto più completa
per hotel a basso costo, mentre a volte è più scarna della
Lonely Planet.
Inoltre dà pochissime indicazioni su dove e cosa mangiare e tralascia quasi
completamente le attrattive da vedere durante il viaggio; se avessimo avuto solo
la Rough Guide, col piffero che avremmo scoperto
Popotla e i Fox Studios.
Voto alla Rough Guide: 5.
Per un buon viaggio “on the road” in Baja California è necessaria una buona
mappa: noi abbiamo acquistato via internet (a circa 20,00 Euro) la ITMB scala 1
: 650.000, ottima cartina, particolareggiata, esauriente, chiara, manovrabile (è
un foglio unico di materiale piuttosto robusto, con la Baja Norte su una
facciata e la Baja Sur su quell’altra).
Siccome è fatta di materiale impermeabile, può essere eventualmente utilizzata
come occasionale riparo dalla pioggia durante il viaggio oppure come simpatica
tovaglia alla fine del trip.
AUTONOLEGGI
Il modo migliore (se non si vogliono percorrere migliaia di chilometri in
autobus) per visitare La Baja California con buona autonomia è quello di
noleggiare un’auto.
Dopo la positiva esperienza dello scorso anno a Panama, per il noleggio
dell’auto ci siamo rivolti a Thrifty, sostituendola a pochi giorni dalla
partenza con la National, mai utilizzata prima, ma che ci offriva un prezzo più
competitivo.
La prenotazione è stata fatta via internet; una volta stampata la conferma è
sufficiente presentarsi negli uffici dell’autonoleggio che a Tijuana si trovano
in aeroporto.
Quindi siamo sbarcati negli Stati Uniti, ma abbiamo noleggiato l’auto in
Messico, a Tijuana, appena oltre il confine; non si può attraversare la
frontiera con un’auto affittata.
Le coperture assicurative vengono scelte in loco e noi, come in passato, abbiamo
scelto quelle obbligatorie minime (responsabilità verso terzi). Per una
Mitsubishi Lancer (berlina 5 porte, un fuoristrada sarebbe superfluo) a benzina
“regular” con cambio automatico abbiamo speso 580,00 $ per 17 giorni, tasse e
assicurazioni comprese.
Da notare che qui usano ancora il metodo antico, quello della strisciata manuale
della carta di credito: quindi strisciano due ricevute, una per il prezzo del
noleggio e l’altra per “garanzia” su eventuali danni (che sarà distrutta
all’atto della riconsegna dell’auto, se riportata sana e salva).
STRADE
Complessivamente le strade (anzi, la strada) della penisola è in buono stato.
Solo in certe località si arriva al mare percorrendo degli sterrati (qualcuno
richiede il fuoristrada). Si guida all’americana (per esempio si svolta a destra
anche con semaforo rosso, ad un incrocio ha la precedenza chi è arrivato per
primo ecc.). I messicani di norma non rispettano i limiti di velocità e a
giudicare dalle numerose croci sui bordi della strada e dalle carcasse di auto
distrutte e abbandonate, devono avere un modo tutto loro di guidare.
Il prezzo della benzina, che viene venduta a litri, è da far incazzare anche un
sant’uomo: circa 6/7 pesos al litro (qualcosa come 60 cent americani, che al
cambio corrente sono 40 centesimi di euro…!).
Un pieno di circa 35 litri ci costava circa grossomodo 230 pesos, quasi 15,00
euro).
Le distanze e i limiti di velocità sono indicati in chilometri. Le auto sono
dotate di contachilometri a doppia lettura, sia in miglia sia in chilometri,
così ci si può divertire a fare i confronti.
PAGAMENTI
La moneta locale è il “pesos” messicano; al cambio attuale 1 euro corrisponde a
circa 16 pesos. Ovunque vengono accettati i dollari americani. Siamo partiti
dall’Italia con 900,00 usd in contanti in due, perché in Baja California si paga
quasi tutto in contanti e le carte di credito vengono accettate pochissimo.
Fanno eccezione la zona di Los Cabos e Todos Santos, perché sono piene di
americani, alcuni esercizi di La Paz, e i grandi supermercati. Comunque nelle
città e nei paesi più importanti si può prelevare dagli sportelli automatici (ATM),
utilizzando bancomat e carte di credito.
Nessun distributore di benzina accetta le carte di credito, quindi non è bene
viaggiare senza contanti.
LINGUA
Lo Spagnolo. L’inglese è diffuso soprattutto nelle zone ad alta densità
turistica (americana) come Los Cabos.
HOTEL & MOTEL
L’offerta è molto varia. Nei centri più piccoli (Mulegé, Loreto, Santa Rosalia,
San Quintin) si trovano tranquillamente piccoli hotel e motel a basso costo
(attorno ai 30,00 – 35,00 usd), non ci sono sistemazioni di lusso.
In alcune località su spiagge isolate invece bisogna accontentarsi un po’ di
quello che si trova, anche sistemazioni di fortuna.
A La Paz e Todos Santos si trova di tutto, dai piccoli hotel spartani (sui 35,00
usd a notte) a conduzione familiare agli hotel di lusso.
Nella zona di Los Cabos è difficile trovare qualcosa di veramente low cost,
generalmente la fascia è medio alta, anche se nella downtown si possono trovare
sistemazioni molto dignitose a prezzi ragionevoli (sui 60,00 usd a notte).
Noi non abbiamo prenotato niente dall’Italia e abbiamo fatto bene, visto che i
nostri piani di viaggio vengono cambiati di giorni in giorno alla velocità della
luce, secondo le nostre sensazioni del momento; quindi avere i pernottamenti già
fissati sarebbe stato solo un intralcio.
Quella di non prenotare è stata una scelta azzeccata, dato che sul posto si
trovano tante sistemazioni a basso costo che non si scovano su internet o sulle
guide; inoltre il periodo che abbiamo scelto (giugno) non essendo alta stagione
ci dava la tranquillità di non trovare tutto esaurito.
MANGIARE
Ci si può sbizzarrire con la cucina messicana (tacos, tortillas, empanadas,
chevice ecc. il tutto abbondantemente farcito di peperoncino e salse piccanti).
Comunque i ristoranti di cucina internazionale sono ovunque: argentino,
italiano, cinese, ma ci siamo ben guardati dal frequentarli.
Noi abbiamo preferito privilegiare il pesce, che qui è buonissimo e soprattutto
a buon mercato. Quindi ogni sera, dovunque ci trovassimo, scovavamo un modesto
ristorantino dove ci abbuffavamo con una spesa che andava dai 20,00 ai 31,00 usd
in due. Non approfittarne sarebbe stato imperdonabile.
CLIMA
Noi siamo andati a giugno. Nel nord (la zona di Tijuana e Ensenada) non era
troppo caldo, a tratti nuvoloso o con foschia. Ma la Baja California è molto
lunga (più di 1.700 km in linea d’aria) e il clima varia tantissimo.
Nel deserto centrale il caldo, molto asciutto, è veramente notevole, anche se
non avendo il termometro in auto non sapremmo dire a quanti gradi si arrivava.
La zona di Bahia Concepcion è invece particolarmente calda e umida, essendo una
baia praticamente chiusa e circondata dai monti e soggetta ad una grande
evaporazione.
Al sud, La Paz, Los Cabos, Todos Santos, caldo tropicale (il tropico del cancro
passa di qui) ma comunque ventilato.
Non abbiamo mai dovuto fare ricorso all’aria condizionata, né in camera né in
auto, se non in un unico caso disperato. I messicani invece la usano con grande
piacere: i supermercati, per esempio, a volte hanno temperature polari.
ACQUISTI
Meglio spendere i soldi per fare escursioni in barca per andare a vedere i leoni
marini o alla scoperta di spiagge bianche e baie incontaminate.
Per il resto ci sono le solite magliette (che per fortuna almeno sono “made in
Mexico”), i soliti soprammobili, i piatti decorati ecc.
Chi ha spazio nella valigia può permettersi un sombrero o un poncho (se non
un’amaca). |